Pi_le_domande_che_le_risposte Uno sbaglio storico (di matrice positivista) è credere che la scienza possa spiegare tutto. Il concetto di scientismo non indica altro che la presuntuosa pretesa che l’uomo ha di risolvere ogni questione. Nonostante il progresso, l'ignoranza rimane costante: la risoluzione di un problema comporta come conseguenza la genesi di ulteriori problemi. E il limite di ciò che risulta conoscibile si sposta continuamente in avanti. Frustrante. Ma se così non fosse, prima o poi gli scienziati resterebbero disoccupati… Si può allora concludere che contano più le domande che ci poniamo delle risposte che possiamo darci. Ripensando a ciò che affermava Einstein, è meglio farsi domande cui si è capaci di rispondere. E non ostinarsi a cercare risposte che, almeno per ora, appaiono impossibili.

16 risposte a “Più le domande che le risposte”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Penso che cercare, cercare, cercare sia un affanno dell’intelligenza, della sensibilità, dell’umana curiosità se non si porta dietro la presunzione di trovare sempre risposte…
    La vita non resta forse un misterioso e gigantesco punto interrogativo ?

  2. Avatar Angelica

    Socrate diceva -so di non sapere-…

  3. Avatar Giulia

    Mi vieneinmente un libro per ragazzi, ma non solo in cui un marziano scende sulla terra e fa amicizia con un bambino. Il bambino vede il suo amico inchinarsi di fronte ad una domanda che egli fa e si stubisce perchè lui è abituato a vedere glia altri fare elogi quando dà una risposta…Il libro è C’è nessuno di Gardner

  4. Avatar Pim

    Vero, Irene. D’altra parte, Lévi Strauss diceva: lo scienziato non è colui che sa dare le vere risposte, ma colui che sa porre le giuste domande.

  5. Avatar Pim

    Lo dicevo anch’io, Angelica, soprattutto ai tempi del liceo quand’ero interrogato…

  6. Avatar Pim

    Credo che sia una buona lettura per tutti. Ciao Giulia.

  7. Avatar A.MA.LO

    Bel post. Ecco, io non mi pongo domande, soltanto risposte. Le domande le sappiamo tutti.
    A dejávu.

  8. Avatar cate

    Sante parole!
    Lo sto sperimentando sulla mia pelle in questo periodo…
    Sigh!
    Cate

  9. Avatar francesco carbone

    A proposito, dato l’uomo, della superiorità delle domande su qualunque risposta…
    Vedi il numero doppio (12 & 13) del compagno segreto. Titolo: Spettro delle mie brame. E’ dedicato agli Amleti, dalle saghe islandesi a oggi: un labirinto di oltre 400 pagine. Personaggi e interpreti principali: William Shakespeare, Jules Laforgue, Carmelo Bene, James Joyce, Giorgio Manganelli, ma anche Sigmund Freud, Totò, Friedrich Nietzsche, Emanuele Severino, Ernst Lubitsch, Martin Heidegger, Oscar Wilde , Jacques Lacan … unico non solo nel panorama del web italiano.
    Il compagno segreto nasce nel 2002. Da allora ha pubblicato tredici numeri monografici su opere di Conrad, Stendhal, Kafka, Da Ponte librettista di Mozart, Manganelli, John Donne, Brodskij, Leopardi, Valéry, su quattro scrittori medici (Benn, Céline, Cecov e Bulgakov), sugli scrittori di Marlene Dietrich e infine questo numero doppio sugli scrittori di Amleto. I numeri sono tutti in linea.
    http://www.compagnosegreto.it

  10. Avatar Pim

    Cate… se può consolarti, anch’io…

  11. Avatar Pim

    Grazie per la segnalazione, Francesco. Non mancherò.

  12. Avatar Prishilla

    lo penso sempre della medicina. è una guerra persa per definizione, ma è una guerra che dobbiamo voler combattere penso.
    ciao, prish

  13. Avatar Pim

    Tullio Regge afferma che bisogna diffidare di coloro che dicono “è noto che…”, ma interromperli, chiedere spiegazioni, verificare se è proprio così. Farsi domande è essenziale, anche e soprattutto nel campo scientifico. Ciao Prish.

  14. Avatar marina

    sottoscrivo parola per parola
    tanto vale dirci che resteremo sempre con un’ultima domanda..
    ciaomarina

  15. Avatar Pim

    Probabilmente sarà così, rimarremo con il cerino in mano…
    Ciao Marina.

  16. Avatar marina

    Ineccepibile.
    Ma prima di porci una domanda non sappiamo se troveremo una risposta. il bello è questo: cercare, indagare
    ciaomarina

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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