Ah-hung

Ahhung

Ah-hung. Se non ricordo male: il riflesso dello sbadiglio è scatenato da una ventilazione superficiale che determina la riduzione della pressione parziale di ossigeno nel sangue, allo scopo di introdurre più aria nei polmoni. Non sempre, dunque, è questione di noia o stanchezza, sebbene ci possa essere un rapporto tra… ah-hung.
A propostito dello sbadiglio, mi viene in mente un’altra cosa. Mettersi la mano davanti alla bocca non nasce come segno di buona educazione ma per impedire l’ingresso del diavolo. Così si credeva un tempo. Nel medioevo mi pare, sì… ah-…
(…)

10 risposte a “Ah-hung”

  1. Avatar Prishilla

    Già. Ed è contagioso: pare che questo serva a sincronizzare i ritmi di un gruppo sociale di animali della stessa specie. Non so se questo sia vero, ma solo a guardare l’immagine sto già abadigliando…. yawhn…
    😉 Prish

  2. Avatar Pim

    Mi sincronizzo anch’io… yawn…

  3. Avatar zia elena

    Il post è bello, come sempre, ma la foto è il bambino della foto è troppo forte!
    Ciao, Pim.
    Zia Elena

  4. Avatar irenespagnuolo

    Sbadigli a catena…mi unisco!
    Irene

  5. Avatar Pim

    Beh, per fortuna oggi è sabato… Buon week end a tutti. Riposatevi.

  6. Avatar Amanda

    Io so che lo sbadiglio è contagioso, Non so perchè, ma se una persona sbadiglia, a ruota sbadigliano tutte le altre persone nella stanza… ecco, come adesso,,, Ah-hung… ;)))

  7. Avatar luigi

    A me capita di sbadigliare quando l’orologio biologico ela fame si fanno sentire. Comunque il bellissimo bambino in foto è la sublimazione della bellezza dello sbadiglio.
    luigi

  8. Avatar irenespagnuolo

    Pim io proprio di sabato non posso sbadigliare 😉
    …
    ciao, buon fine settimana a te!
    Irene

  9. Avatar Cate

    Caspita, è contagioso sì!
    Appena ho visto la foto del bebè, ho sbadigliato ancora prima di leggere il tuo post… 🙂

  10. Avatar Pim

    Il lunedì è anche peggio…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2008
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