La_mia_citt

“La mia città… Lei c’è sempre per me. In ognuna delle mie notti solitarie, lei mi è vicina. Non è una di quelle che ti fregano imbellettandosi come giovani sgualdrinelle. No, lei è una città vecchia, fiera delle sue pustole, delle sue crepe e delle sue rughe. È il mio tesoro, il mio giocattolo. Non nasconde il suo vero volto, ciò di cui è fatta: sudore, muscoli e sangue di generazioni”.

(da The Spirit di Frank Miller. Fotografia scattata ieri sera in Corso Casale a Torino.)

15 risposte a “La mia città”

  1. Avatar gobettiano

    Ecco espresso in maniera eccelsa il medesimo amore che ho per la piccola città dove vivo.
    luigi

  2. Avatar Amanda CG

    Buongiorno Pim. C’è una teoria che dice che quando due persone (o un gruppo) trascorre parecchio tempo insieme nello stesso luogo, tende ad armonizzarsi… Un’altra teoria dice che si tratta di un “Meme”, di una linea di pensiero che ha attraversato la mia e la tua mente… Ecco perchè abbiamo scattato entrambi una foto “in corsa” ieri.
    Bello neh….. ;))))))))

  3. Avatar stelladineve

    La mia città è sempre con me…Torino è sempre nel cuore….sarà anche perchè a Parma mi perdo regolarmente, abituata alle vie ad agoli retti?!? 🙂

  4. Avatar Pim

    Luigi:
    Una bel passo da un film cosìcosì.
    Amanda:
    Possono essere vere entrambe le teorie. In ogni caso, quando ho visto il tuo post ho sorriso e mi sono detto: o basta, là!
    Stelladineve:
    Un’amica romana, a Torino per la prima volta, ha girato tutto il centro storico da sola e senza perdersi. Forse perché origina proprio da un castrum…
    Comunque consòlati: Parma ha messo in crisi anche il mio senso d’orientamento.

  5. Avatar stelladineve

    sì ma dopo 5 mesi… 🙂

  6. Avatar irenespagnuolo

    Vorrei averle scritte io queste parole…Non perchè mi appartengano come spirito ma perchè sono di una forza meravigliosa!

  7. Avatar Filadelfo Giuliano

    Pim, sono le città a scegliere noi e non viceversa.
    Grazie per essere passato da me. Ormai non compaio più tra i blog aggiornati.
    TypePad: se lo conosci lo eviti.
    Buon week end
    Fino

  8. Avatar Amore

    BUON FINE SETTIMANA ! Bel blog

  9. Avatar Pim

    Stella:
    Puoi provare con le mollichine di pane… 🙂
    Irene:
    Si adattano bene a Torino, come a molte altre città da vivere, usare, stropicciare, ma che mantengono una bellezza interiore immutabile.
    Fino:
    Hai ragione, e finiamo per assomigliare un po’ ad esse…
    Grazie per i vostri interventi.
    Pim

  10. Avatar Patricia

    Sono d’accordo con Fino, le città ci chiamano e noi rispondiamo. Ma a volte non parliamo la stessa lingua. E’ quello che mi è successo a Torino. Nelle cui vie mi sono sempre vergognosamente persa anche dopo due anni di cattività 😉
    Pero’ mi inchino all’amore per la propria città, sentimento che mi avvolge totalmente.
    Buon fine settimana, Pim

  11. Avatar Pim

    A Nizza, invece, sento di essere a casa: Place Massena, Bld Jean Jaurés, Gambetta, la Prom’… Tutto così piacevolmente familiare, come un vestito su misura.
    Manco da alcuni anni, spero di tornarci presto.
    Ciao Patricia, grazie per l’intervento.

  12. Avatar zia elena

    Avevo lasciato un commento che non vedo, quindi, o ho sbagliato qualcosa io, o TypePad se l’è inghiottito.
    La mia città natale è Brescia, da molti giudicata fredda e provinciale, ma a me piace così. Mi sento a casa.
    Sudore, muscoli e sangue non mancano nemmeno qui.
    Ciao, Pim.
    Buona serata.
    Elena

  13. Avatar laura
    laura

    E’ bello amare la propria città,ma per chi come me che se ne è andato per vivere in un paese,posso solo dirti che non mi manca per niente.

  14. Avatar laura
    laura

    E’ bello amare la propria città,ma per chi come me che se ne è andato per vivere in un paese,posso solo dirti che non mi manca per niente.

  15. Avatar Pim

    Infatti non so come fai…
    Ciao!
    P.

Lascia un commento

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Febbraio 2009
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
232425262728