Il Dottor Divago Mi capita sempre più spesso. L'ultima volta ieri sera al Regio, durante La dama di picche. La palpebra cala, la musica si affievolisce, scivolo sulla poltrona e penso ad altro. Entro in un limbo personale, suadente e confortevole, nel quale mi disperdo beato. Tu dirai vabbe’, Čajkovskij: Puccini e Verdi sono un altro paio di maniche. Mannò, anche al Lingotto, due settimane fa, la Nona Sinfonia di Beethoven, orchestra e coro in pompa magna. E l’anno scorso, per una Cavalleria Rusticana… Hanno ammazzato compare Turiddu. Ah sì, quando?

Calo fisiologico della soglia d’attenzione dovuto a stanchezza? Scarso interesse per le rappresentazioni cui assisto? Dementia praecox (gulp)? O forse è più divertente girellare sulle tracce poco segnate delle proprie meditazioni?

10 risposte a “Il Dottor Divago”

  1. Avatar rosy
    rosy

    che carini… il post e il gatto.

  2. Avatar Pim

    Abbioccati entrambi, io e il gatto. E se fosse la stagione?
    Ciao Rosy.

  3. Avatar zia elena

    Direi che c’è una stagione per ogni cosa: una per i concerti / le opere ed una per la meditazione.
    Certo, meditare mentre si è a teatro non è da tutti…
    Sarà sicuramente colpa di questo caldo improvviso :-).
    Buona serata.
    Elena

  4. Avatar stelladineve

    …mi sa la prima, Pim. Ho visto il viaggio a Reims alla Scala. HO seguito benissimo la prima parte che era difficilissima, nella seconda, più tranquilla, semi- dormivo 🙂

  5. Avatar Amanda

    Ciao Pim, io la musica classica riesco ad ascoltarla soltanto a casa, mi serve come sottofondo mentre faccio altre cose. Fuori casa mi abbiocco, quindi evito.
    Tranne quando vado ai concerti dei pianisti (come Mertens), ed in quel caso mi lascio cullare dalle note, e con gli occhi che guardano il pianista di turno con infinita ammirazione (e invidia! anch’io volevo fare la pianista:)

  6. Avatar antonio
    antonio

    ho visto la dama di picche e capisco l’abbiocco. bravi i cantanti e l’orchestra, ma l’opera è francamente fiacca.

  7. Avatar irenespagnuolo

    Sarà l’età, Pim :))))))
    Scherzo, ovviamente, e mi permetto visto che siamo della stessa generation!
    Sarà anche che talvolta pure le onde più accattivanti sono un pò troppo lontane dalla nostra realtà o dagli stimoli che corrono sulla pelle o dai pensieri che ci arrivano urgenti o dalle emozioni che vogliamo abbracciare…
    Talvolta non ammettiamo che “non è aria” ma poi ci abbiocchiamo 🙂
    Irene

  8. Avatar Pim
    Pim

    @ Antonio:
    Concordo. Persino Orlando Pereira al Tg3 non si è dilungato a commentare, il che la dice lunga… 🙂
    @ Irene:
    🙂 Temo sia davvero l’età! Ho sempre deriso quegli anziani che a teatro si mettono a ronfare, e adesso sto diventando uno di loro… Però accolgo di buon grado la tua spiegazione, assai più rassicurante.
    Grazie, buon inizio settimana.
    Pim

  9. Avatar marieagnees

    Quel gatto lo conosco… la dama di picche invece no, ma suppongo di essermi persa poco (se fossi colpita da insonna, farei meglio a dire che ho perso molto)….!

  10. Avatar Pim

    “La dama di picche” è, in breve, la storia di un uomo vittima del demone del gioco. Tema interessante ma il plot è fiacco e il Čajkovskij sinfonico è altra cosa. Andrebbe bene come cura contro l’insonnia, se l’orchestra non suonasse troppo forte… 🙂
    Ciao Marieagnees.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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