Le Lavandin, le 16 Mai 2001

Ostinatissima sig.na J. B.

Ho da poco appreso la Grande Notizia che tutti aspettavamo, ovvero che Lei convolerà presto a giuste e sacrosante nozze.

So che non ha ancora fissato la data, così come non ha deciso in quale chiesa avrà luogo il rito religioso. Inoltre non ha prenotato il ristorante ove si svolgerà il pranzo e, per soprammercato, non sa nemmeno dove andrà in luna di miele. Fantastico. Ha deciso almeno chi sposerà? Spero se non altro questo… Ad ogni modo, da buon edonista, io mi preoccuperei soprattutto del ménu: il resto vien da sé…

Sono sempre stato convinto, anche in ere geologiche non sospette, che alla fine Lei avrebbe compiuto il Grande Passo. D’altra parte, gli uomini non Le sono mai mancati. Ad esempio ricordo bene quel tipo, quella specie di presentatore pippobaudesco che introduceva i concerti del coro Famiglia T. S.p.A. di cui Lei fu colonna portante. Ora, a distanza di tempo, Le debbo confessare che non mi è mai piaciuto: troppo pseudointellettuale e sinistroide, troppo citazionista alla Pagine Gialle, e poi polemico e petulante come una perpetua in menopausa. Chissà che fine avrà fatto, mah…

Dal canto mio, ho sempre pensato che il Suo uomo dovrebbe essere molto diverso, innanzitutto perché indosserebbe costantemente un giubbotto antiproiettile. Rammento infatti che, una volta, Lei era nota come la Terribile Professoressa B., in quanto soleva sterminare un numero impressionante di studenti liceali. Tanto che il WWF aveva proposto di considerarli specie protetta insieme ai Panda (30, 45 e 750 Young) e agli oppositori comunisti di un certo palazzinaro chiamato Silvio Berlusconi.

In particolare, ero convinto che Lei avrebbe sposato un gessetto, per poi spezzarlo e consumarlo lentamente. Ma mi sbagliavo. So per certo, invece, che negli ultimi anni si è parecchio rabbonita, e le punizioni corporali che un tempo infliggeva ai Suoi discepoli oggi sono divenute scherzetti paragonabili a quelli che i talebani fanno ai buddisti. Certamente merito dell’uomo che ora Le sta accanto (spesso sopra e talora anche sotto), il quale è riuscito con arte maieutica a estrarre da Lei il meglio. Come avrà fatto? Ma con il bisturi, come tutti!

Ah, come lo invidio quel Suo ometto… Se penso che, una volta, ebbi persino la possibilità di farLa capitolare mi morderei le mani sino al gomito! Ricordo ancora con profondo dolore quella sera in cui La invitai a vedere il mio organo: avevo persino permesso di farglieLo provare. Per tutta risposta Lei mi diede invece uno schiaffone, apostrofandomi a male parole. Non bastò neppure assicurarLe che avrei messo una buona parola con il Maestro T. affinché Le mostrasse anche il suo. Come siete malvagie, voi donne, quando volete…

Acqua passata, tempi andati, neuroni perduti. Ah, se avessi avuto vent’anni di più… Più di Lei, dico. Beh, sarei già morto.

In ogni caso, mi congratulo per l’Esiziale Passo che sta per compiere (ma quando? Ma dove? E come? Mica sarà uno scherzo!). Potrei qui dilungarmi sulle incommensurabili gioie che dona il matrimonio, segnatamente agli avvocati divorzisti, ai conduttori di programmi tipo C’eravamo tanto amati e agli psicoterapeuti che raccolgono i cocci. Allorché vedo una coppia che si sposa, una lacrima (di gomma che tengo apposta per tali occasioni) sgorga spontanea dai dotti lacrimali, e mi commuovo pensando a quanti gongolanti babbei ci sono ancora al mondo. Come se fosse semplice la convivenza. È già difficile mettere insieme Inzaghi e Del Piero per un’oretta e mezza la settimana senza che si litighino il pallone, figuriamoci un uomo e una donna per tutta la vita. Mah, mistero della natura umana…

Ad ogni buon conto, porgo con spasso i più opportuni auguri a Lei e al Suo omuncolo, chiunque egli sia. So bene che tener corrispondenza con Lei è come inviare messaggi agli extraterrestri, però sarei lieto se mi rispondesse entro limiti accettabili di tempo. Almeno prima che io impazzisca del tutto. O che mi sposi – hai visto mai…

Interminabili e salmodianti ossequi

Dott. Pim Hackenbush


Richiudo la lettera con un sorriso amaro. Cos’è cambiato da allora, cosa si è perduto nel frattempo. Dov’è finita quella serenità per una nuova vita che si spalancava, quell’entusiasmo che rendeva fattivo ogni gesto. Dove tutti i buoni propositi iniziali, la speranza per un futuro che sembrava toccarlo con mano. Possibile che l’amore debba spegnersi come una candela nella cera? Possibile che la delusione resti l’unico irriducibile sentimento? Possibile che non esista salvezza?

10 risposte a ““È già difficile mettere insieme Inzaghi e Del Piero per un’oretta e mezza la settimana senza che si litighino il pallone, figuriamoci un uomo e una donna per tutta la vita.””

  1. Avatar prishilla

    Questo post ha il bruciore delle percosse. Decisamente riuscito: confesso che mi fa venire una gran voglia di spalmar pomate e balsami….
    Prish
    p.s. Non esistezze salvezza non saremmo qui a scriverne. Avremmo girato pagina e basta.

  2. Avatar Pim

    Le percosse si ricevono e si danno, alla fine non sai cosa brucia di più. Una salvezza però, alla fine, forse c’è: essere capaci di trovare l’alba dentro l’imbrunire (come direbbe Battiato).
    Grazie Prish, un abbraccio.
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    però mi hai fatto ridere, finale a parte

  4. Avatar Pim

    Presi come modello Groucho Marx.

  5. Avatar dragor
    dragor

    Sembra il ritratto di mia moglie. Ci manca solo che sia nera 🙂
    Questo post e’ divertentissimo
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Pim

    Non è nera, ma fa neri gli altri…
    Ciao Dragor, grazie.
    Pim

  7. Avatar flavio
    flavio

    Quando le lettere si impostavano ancora e non c’era bisogno di internet.

  8. Avatar Pim

    Effettivamente, nel 2001 non avevo ancora il collegamento internet. Sembra preistoria – forse lo è davvero.

  9. Avatar giacinta

    Fai come me che non mi innamoro mai se non di una idea di amore( e quelle si cambiano senza bisogno di menare e essere menati ). :-))
    p.s.
    scherzo, il fatto è che davanti ad una ferita, non c’è molto da fare se non aspettare che qualcosa la lenisca. 🙂

  10. Avatar Pim

    Non ho smesso di credere all’idea dell’amore, nel senso inteso da Platone. Vorrei solo che non restasse lassù nell’iperuranio, ecco tutto… 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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