Monica Vitti Ha impersonato figure femminili inquiete, essenzialmente moderne, sostenendo ruoli di notevole impegno psicologico (L’avventura, L’eclisse, Deserto Rosso). Allo stesso tempo ha sempre mostrato una felice predisposizione per il genere brillante (La ragazza con la pistola, Polvere di stelle, Dramma della gelosia), sfoderando interpretazioni ricche d'estro e umori che ne hanno fatto una delle attrici più amate dal pubblico. La grande notorietà le venne dall'incontro con Antonioni, ma la vollero anche Scola, Monicelli, Sordi, persino Buñuel. Una malattia impietosa ha sottratto ora a Monica la materia stessa di cui è fatta la recitazione, la memoria. Ce l'ha portata via dagli schermi, eppure non ha potuto cancellare le tracce della sua avventura cinematografica. Il Festival di Roma ha voluto renderle omaggio in occasione del suo ottantesimo compleanno, che cade oggi, realizzando una bella mostra fotografica.

4 risposte a “Per Monica Vitti”

  1. Avatar rosy
    rosy

    c’era quel film con giannini e mastroianni, due sfigati, amici e rivali per la stessa donna, monica vitti. un terzetto improponibile oggi.
    niente roma quest’anno pim?

  2. Avatar Pim

    Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, 1970, Ettore Scola.
    No, niente Roma purtroppo… sigh! Mi rifarò con il Tff, anche se non sarà la stessa cosa.

  3. Avatar dragor

    Mi sembra che fosse la compagna di Michelangelo Antonioni.Una carriera notevole. Purtroppo non pup’ nemmeno vivere di ricordi… Che cos’è il Tff?
    Ciao, buona giornata
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Non è questione di non poter vivere di ricordi: il problema di Monica Vitti è una grave malattia neurodegenerativa che compromette la memoria… non la nomino per rispetto nei suoi confronti, ma penso tu abbia capito.
    Tff sta per Torino Film Festival, in programma dal 25 novembre. Prevista una rassegna dedicata ad Altman, wow!
    Buon fine settimana, caro Dragor.
    Pim

Lascia un commento

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Novembre 2011
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930