L'autunno è arrivato in ritardo“L'autunno è arrivato in ritardo”, le scrivevo. “O forse ci ha colto come al solito impreparati. Almeno, io stavo ancora lì, a cercare di inseguire le tue parole tracciate nel gioco e nel viaggio dentro me… No, non ho mai amato questo tempo, troppo in asse con le mie inquietudini. Mi racconta di foglie accartocciate sotto le suole in para, per esempio, di castagne da far cuocere a fuoco lento, della nebbia gialla che striscia la schiena sulla collina. L'ho sempre sentito poco congeniale al mio habitus primaverile, declinarsi svogliatamente dopo le lunghe estati adolescenziali. (Hai presente quella sensazione di umida estraneità agli eventi circostanti?…). Così, mentre guardo le gocce di pioggia sul davanzale farsi piene, appesantirsi e scolare giù, ascolto il mio corpo incompleto reclamare le tue mani. E mi lascio andare al sonno affinché, a occhi chiusi, il dolce domani arrivi prima…”.

Lei mi rispondeva: “Impossibile rassegnarsi all'autunno, all'inverno, alla mancanza di luce, alla pioggia, all'umidità. Faccio finta di nulla. E dico che simili stagioni si possono accettare solo se riscaldate dall'abbraccio di un uomo…”.

6 risposte a “L’autunno è arrivato in ritardo”

  1. Avatar PuntoG

    A volte le stagioni arrivano in anticipo. O non arrivano e sono solo illusioni. Come il vento Phon che per una manciata di ore fa innalzare la temperatura che sembra estate. Ma non puoi ancora fare il cambio di stagione.
    PuntoG

  2. Avatar Pim

    A volte siamo noi a essere in ritardo sulle stagioni – oppure troppo in anticipo, dipende. La sensazione è di non riuscire a fiutare sempre il cambiamento del tempo, come mi capita spesso anche fuor di metafora: maglia pesante con i primi tepori primaverili, t-shirt con i rigori d’autunno. Manca sempre qualcosa… o qualcuno… o forse si tratta solo di inquietudine congenita?
    Pim

  3. Avatar PuntoG

    No Pim, credo di averci fatto pace con l’inquietudine congenita. E’ “solo” la maledetta sensazione (solo sensazione?) di trovarmi nei luoghi in anticipo o in ritardo, su qualcosa. Magari un piccolo dettaglio, una frazione di secondo, ma basta anche “solo” poco, per essere sfasata col modo-tempo.
    PS: ti prego, non mandarmi la parcella però 🙂
    PuntoG

  4. Avatar Pim

    Non temere. Arriverebbe troppo tardi o troppo presto…
    🙂

  5. Avatar prishilla

    Belle parole, Pim. Parole che scaldano chiedendo di essere scaldate. L’autunno è la stagione dell’intimità. Con tutta ciò che questo comporta. E questa intimità tratteggiata e vagheggiata da lontano mi piace molto.
    buona domenica d’autunno
    prish

  6. Avatar Pim

    Buona domenica anche a te, Prish.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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