Cave Of Forgotten Dreams

La Grotta Chauvet nell'Ardèche conserva le più antiche pitture rupestri rinvenute sinora, risalenti a oltre trentamila anni fa. L’accesso alla caverna, scoperta nel 1994, è limitato a pochi visitatori per evitare di alterare il delicato equilibrio del microclima. L’occhio/cinepresa di Werner Herzog sprofonda in un percorso a ritroso nel tempo, dentro l’oscurità vertiginosa del Paleolitico, posandosi di volta in volta sui graffiti raffiguranti orsi, bisonti, cavalli, iene, leoni, uccelli. Ci restituisce intatta l’enigmatica bellezza di questo misterioso antro imprigionato nel sottosuolo, che costituisce uno dei fondamenti dell’intera storia umana.

Cave Of Forgotten Dreams, di Werner Herzog (Fra/Can/USA/GB/Ger, 2010, 95’). In visione al Cinema Massimo 2 di Torino.

6 risposte a “Cave Of Forgotten Dreams”

  1. Avatar giacinta

    è da lì che vorresti ripartire?
    In tutti i casi… Auguri!:)

  2. Avatar Pim

    Beh, ventisette anni in meno… forse un po’ tutti vorremmo ripartire da lì… 🙂
    Ciao Giacinta, auguri anche a te.
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    invecchiato, dolce paul….

  4. Avatar Pim

    Guardando questo video ho avuto, per la prima volta, la percezione che Paul è in età. Quest’anno compirà settant’anni e il viso da eterno ragazzo sta cedendo ormai al tempo. Confesso che la cosa mi rattrista un po’, Rosy…

  5. Avatar Alex
    Alex

    Buon 1985, Pim ! una scelta assennata….non avremo ad ascoltare i due album di MacCartney che usciranno nel 2012. D’accordo, fra qualche giorno, saremo torturati da Madonna…ma, ogni medaglia ha il suo rovescio…Buon 1985 !
    Alex

  6. Avatar dragor
    dragor

    English graffiti… Uno splendido reperto archeologico. Ormai Paul è una statua del museo di Mme Tussaud
    Buon anno Pim
    dragor (journal intime)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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