Gli amici si dicono sinceriSi potrebbe chiosare con una frase di Schopenhauer: gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono i nemici.

Io l’ho interpretata così: i nemici sono sinceri poiché manifestano apertamente i propri sentimenti, ciò che quelli che riteniamo amici danno per sottinteso oppure semplicemente non fanno. Le persone che ci detestano sono di solito bene identificabili, coloro che si professano nostri sodali meno.

Con ciò non voglio dire che io non creda all’amicizia: tutt’altro. Quando si fonda sull’affetto, sulla stima, sulla fiducia, è un’esperienza emozionale e conoscitiva forte. Purtroppo sono più numerosi gli amici pour parler, se non i falsi amici, di quelli veri. Quelli che non chiedono mai come stai; quelli che, nel curare le relazioni interpersonali, intravedono convenienze e interessi; quelli che strumentalizzano, sfruttano e abusano in senso unilaterale; quelli che si fanno vivi solo in caso di bisogno, quindi spariscono; quelli che, alla fine, arrivano addirittura a ingannarti.

Mi capita di osservare situazioni del genere, di tanto in tanto le ho sperimentate: oserei direi che tali comportamenti sono divenuti oggigiorno socialmente accettabili. Proprio per tale motivo penso che la vera amicizia sia una perla rara, difficile da trovare e coltivare. E troppo spesso la si confonda con qualcosa che nulla ha da spartire con essa.

6 risposte a ““Gli amici si dicono sinceri…””

  1. Avatar giacinta

    Schopenhauer ha ragione, anche se può capitare che i nemici non abbiano le idee chiare. Io stessa ho dovuto ricredermi su alcune persone che non sopportavo. Per il resto… la sincerità forse è un punto d’arrivo, come l’amicizia.
    Ciao!

  2. Avatar Pim

    La sincerità è un’aspirazione, vero, come l’amicizia. Cercando sempre, con la lanterna di Diogene, sprazzi di sensibilità, lealtà, coerenza.
    Ciao Giacinta, grazie.
    Pim

  3. Avatar Prishilla

    talvolta per un amico ‘sincero’ (nel senso che nutre per noi un sentimento autentico di amicizia), è difficile essere ‘sincero’ (nel senso di franco nell’esprimere un’opinione) perchè implica correre il rischio di ferirci, di farci male, al limite anche di perderci. d’altro canto se non avvertisse questo timore, il suo sentimento per noi non sarebbe autentico. quindi secondo me è ingenuo aspettarci sempre la ‘sincerità’ dagli amici ‘sinceri’!

  4. Avatar Pim

    Sì, quando dicevo che la sincerità è un’aspirazione pensavo anche a questo, Prish. Non si può manifestare sempre e in piena libertà il proprio punto di vista: un po’ perchè è solo il proprio punto di vista (spesso ci mancano gli elementi per capire, o li possediamo parzialmente), un po’ perché talvolta occorre sforzarsi con la diplomazia per non ferire l’altro. Si tratta di un gioco di specchi, l’amicizia come l’amore come qualunque rapporto interpersonale: la sincerità può abbagliare, a volte è opportuno dosarne la luminosità.
    Pim

  5. Avatar Donnadona.wordpress.com

    Bella riflessione, questa sull’amicizia.
    Mi sono trovata moltissime volte nella condizione di chiedermi cosa significhi essere davvero amici e quali siano le “regole” che stanno alla base di un rapporto amicale. Crescendo ho preso una infinità di schiaffi da persone in cui credevo e certamente ne ho dati altrettanti ma alla fine ho capito che l’Amicizia, quella con la A maiuscola, non esiste. Quando ho cercato di essere sincera con gli amici sono stata depennata, quando sono stata condiscendente sono stata depennata e allora ho capito che l’importante è essere sempre sinceri e corretti nei confronti degli altri, anche a rischio di sembrare freddi e distaccati nei momenti difficili, ma senza più pensare che questo comporti essere amici.
    (un po’ contorta, ma spero comprensibile)
    Buon fine settimana
    Don(n)a

  6. Avatar Pim

    Comprensibilissima. Mi fanno ridere quei manuali di Self-Help (tipicamente americani) sull’amicizia, sull’amore, come se i sentimenti si fondassero su tecniche, idee e metodi dall’efficacia garantita. Ciascuno di noi, invece, vive le proprie esperienze e prova a ricavarne quelche insegnamento utile – salvo verifiche e ripensamenti, sempre all’ordine del giorno. Facciamo ciò che possiamo, questa è la verità…
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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