C’è una differenza sfumata tra lo sforzo che comporta l’atto del resistere e la leggerezza senza tempo implicita nel durare. Sfumata eppure sostanziale, come quella che esiste tra sopravvivere e vivere, tra uno stagno e il mare. Occorre fidarsi. E affidarsi.

8 risposte a “Resistere e durare”

  1. Avatar emma
    emma

    Insostenibile leggerezza..

  2. Avatar Emilia

    Sempre profondo nelle tue riflessioni, caro Pim. Non ti dimentico e ti auguro una buona Pasqua. Un abbraccio

  3. Avatar dragor
    dragor

    In francese c’è “endurance”, una parola che coniuga la resistenza con la durata.
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Oh sì, Emma, sempre.

  5. Avatar Pim

    Grazie Emilia, che bella sorpresa. Contraccambio di cuore gli auguri di una Pasqua serena.
    Un abbraccio.
    Pim

  6. Avatar Pim

    Vero, Dragor. Dobbiamo prendere esempio dalle moto. Categoria regolarità.

  7. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Uhm…interessante. Occorre fidarsi e affidarsi.
    Mi piace questa riflessione, Pim!
    E pensare che ultimamente tento di addentrarmi nella resilienza…
    uff, non è che dovremmo alleggerirci un po’ ;)?!

  8. Avatar Pim

    Resilienza è un termine che mi si addice particolarmente. Però, sì, hai ragione: urge un po’ di sana svitata leggerezza. 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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