HeyselHeysel è un conto rimasto in sospeso. Dopo imparai che cosa significa il disamore. Di colpo non fu più tutto il calcio minuto per minuto e il campetto spelacchiato di periferia. Il distacco avvenne perché le cose smisero semplicemente di essere tali. La prima adolescenza stava chiudendo lo specchio della porta e il turbamento di quella sera si mangiò l’erba sotto le scarpette bullonate. Niente fu più importante: quell’angolo di allegra ricreazione si smarrì per stanchezza o distrazione in mezzo ad altri altrove. Succede. Succede che il colore sparisca dalle magliette lasciate in candeggina. Succede che il vento passi le unghie lunghe tra i pensieri. Succede che un giorno, per caso, ti dicano che da qui all’Heysel ci sono mille chilometri e trent’anni. Allora fingi di non crederci e ti convinci di aver vissuto in coma da sveglio.

8 risposte a “Heysel”

  1. Avatar PuntoG

    C’è una grande magia nello scivolare delle parole fino a diventare racconto. Sono pescate con grande cura dal sacco per dare emozione.
    E fanno rivivere una sensazione comune a molti. Grandioso Pim, davvero.
    E davvero, abbracci.
    PuntoG

  2. Avatar Pim

    Grazie G, le tue parole mi fanno davvero piacere. Finora non avevo mai scritto nulla sugli eventi dell’Heysel e, a dirla tutta, anche i pensieri avevano sempre fatto un giro largo. Queste parole sono fluite dalla penna in maniera quasi inavvertita, come se, per qualche misteriosa ragione, fosse scoccato il momento giusto. Non indago oltre, mi basta averlo fatto.
    Contraccambio gli abbracci 🙂
    P.

  3. Avatar Alex

    Io mi ricordo di questo stronzo di francese che giocava per la Juve e della sua gioia smisurata dopo il suo calcio di rigore in mezzo a tutti questi morti…
    Alex

  4. Avatar Prishilla

    Sì, come dice .G, grandioso.
    Come quel vento dalle unghie lunghe, le tue parole mi hanno lasciato un segno fondo fra i pensieri. Grazie!
    Prish

  5. Avatar dragor
    dragor

    Ricorda la catastrofe di Furiani del 1992 quando una tribuna è crollata durante la partita Bastia-OM provocando 18 morti e più di 2000 feriti. Anche in questa occasione abbiamo un “prima” e un “dopo”.
    Buona settimana Pim.
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Pim

    @ Alex:
    Credo che Michel Platini (c’era un solo francese quella sera!) abbia esultato senza neppure rendersene conto. Fu un gesto di cui fece successivamente ammenda, d’altra parte i calciatori erano stati tenuti parzialmente all’oscuro del dramma in corso. L’UEFA aveva deciso che si doveva giocare – per ragioni di ordine pubblico o, più crudamente, perché lo spettacolo doveva continuare…
    Grazie. 🙂

  7. Avatar Pim

    @ Prish:
    Grazie a te. Spero che quel vento giri al largo e tenga sempre le distanze.

  8. Avatar Pim

    @ Dragor:
    Non ricordavo quell’avvenimento, sono andato a cercarlo su Wikipedia. La dinamica lo rende analogo all’incendio scoppiato all’Hillsborough Stadium di Sheffield nel 1989 e che fece 90 vittime (casualmente l’ho appena menzionato in un lavoro, questo serio, che sto facendo).
    Buona settimana anche a te. 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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