TerenceLo preferivo di gran lunga nei panni ruvidi e sdruciti di Trinità, quando mollava sganassoni a mano aperta in coppia con Bud Spencer. Roba da Barboni (Enzo naturalmente – E.B. Clucher, se volete). La cinematografia cialtrona degli spaghetti western rifilava una solenne presa x i fondelli a Sergio Leone e Sam Peckinpah, stracciandoli pure al botteghino (cosa che – insieme ai fagioli – non andò mai giù al povero Leone: “Non lo capisco, nun me fa ride…”).
Altri tempi, altri eroi. Da molti anni Terence ha indossato la veste talare di Don Matteo e si è afflosciato sulla poltrona del tinello davanti alla tivù. Amen.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Marzo 2016
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