Il TGV arrivò puntuale alla Gare de Lyon nel primo pomeriggio. Percorsi la Hall in tutta la sua ampiezza, tra valigie, polizia e Jean Reno (sì, proprio lui), finché arrivai alle scale mobili. All’imbocco del corridoio sotterraneo che conduce alla stazione della Ligne 1 gli altoparlanti mi accolsero con la valse musette. Sorrisi. Soltanto in quel momento mi resi conto che ero arrivato a Parigi.







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