… Come quei ragazzotti che non si capacitano di essere stati piantati dalla fidanzata e continuano a mettere in scena le loro inutili smancerie. Sono patetici, appaiono ridicoli per il comportamento inadeguato che dimostrano e, allo stesso tempo, suscitano un sentimento di penoso imbarazzo. Ho ancora presente le confidenze di qualche amica che, sconsolata, mi confidava: "Gliel'ho detto mille volte al mio ex di lasciarmi in pace, ma lui continua a venire sotto casa ad aspettarmi".

2 risposte a “Come quei ragazzotti”

  1. Avatar Irene Spagnuolo

    Cos’è, Pim?
    Talvolta immaturità o insicurezza, altre dipendenza affettiva e altre ancora incapacità di accettare la perdita, di rispettare la libertà altrui…?!
    Qualche volta sono patetici, altre insopportabili, altre volte ancora dolci fino alla nausea :))))
    …Come quei ragazzotti. Può darsi dunque che l’ispirazione del post fosse altra, che tu stessi facendo un’associazione mentale con analoghe situazioni, non so comunque la riflessione oggi è più interessante e attuale.

  2. Avatar Pim

    Il post nasce da un’osservazione diretta che ha innescato alcuni ricordi adolescenziali e qualche considerazione: ad esempio che gli adulti si comportano come i ragazzotti inadeguati che descrivevo sopra. Stato infantile maschile, lo chiamano Meltzer ed Harris, e descrive in buona sostanza ciò che tu dicevi: uno scarso senso di realtà con tutte le conseguenze che ne derivano, soprattutto sul piano relazionale. Molte donne se ne lamentano come tanto tempo fa faceva la mia amica – che la scorsa settimana ha compiuto gli anni, ed anche questo avvenimento è stato fonte di ispirazione 🙂
    Ciao Irene, grazie.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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