L'omino del bistrotL'omino del bistrot, magro, quasi filiforme, con la sigaretta appesa al labbro inferiore, i braghettoni a scacchi marron, il gesso in mano e la lavagnetta sulle gambe a compilare le menu du jour. Ha lo sguardo assorto e ispirato di chi sta per dar luce all'ultima pennellata, oppure è alla ricerca silenziosa del verso definitivo che concluda la poesia.
Scènes de la vie de bohème, colta in una ruelle di qualche villaggio bretone. (Che fosse la Normandia?)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2017
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