Da giovidì a giovidìSono subissato da telefonate moleste. Vodafone propone continuamente nuove irrinunciabili offerte, Eni ed Enel fanno a gara per concedere tariffe superconvenienti (mah…). E poi ci sono i promotori finanziari, i venditori di polizze, quelli che ti rifilano abbonamenti a Tv e riviste…
Il fatto è che non me la sento di trattare male gli operatori dei call center, sono ragazzi sottopagati, costretti a orari di lavoro impossibili. Dovrei fare allora come quel mio amico che finge di essere un domestico filippino e, con accento pseudo-orientale, risponde: “Il signò non c’è picchì s’è svampato, ahahah, da giovidì a giovidì”.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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