Strappare lungo i bordiL'avevo sottovalutato. Si, vabbè, Zerocalcare, uno di quei vignettisti alla moda, celebrato, discusso… Avevo torto: Strappare lungo i bordi è un gioiellino che vale la visione tutta d'un fiato. La storia di Secco e del suo mondo pop avanza divagante per cinque episodi, con squarci di umorismo irresistibile e considerazioni fulminanti. A poco a poco il tono cambia e il sesto episodio rivela una verità inaspettata quanto dolorosa che induce a riconsiderare la vicenda sino a quel punto.
Le animazioni hanno tratti semplici ma efficaci e la struttura narrativa è solida. Zerocalcare diverte e commuove, come si diceva un tempo. Apre interrogativi, illumina parti di noi che teniamo nascoste, ci invita ad esserne consapevoli. Le polemiche mediatiche a proposito della dizione romanesca e sulle bandiere curde sono stupidaggini cui nemmeno far caso.
 

Strappare lungo i bordi, di Zerocalcare (Michele Rech), con Valerio Mastandrea, Zerocalcare (animazione, Italia, 2021). In visione su Netflix dal 17 novembre.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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