Anni conquistatiFa caldo già dall'alba. Le prime ore del mattino sono un tripudio di calore che subentra all'aria appena più fresca della notte. Il sole appare dietro i tetti con una faccia da scolaro impertinente: tutto questo caldo a giugno sembra davvero troppo.
Viviamo il tempo delle esagerazioni, anche in natura.
Comincio la giornata con il mio collega Roberto che, tenendo in mano una tazzina di caffè senza zucchero, mi confida di non riuscire a vivere serenamente i suoi cinquant'anni. Appare in ottima forma, eppure vive con sgomento la percezione del tempo che passa.
Cosa potrei obiettare al riguardo? Che è questione di carattere, che bisogna saper vedere il bello in ogni età? Sarebbe una risposta scontata e io preferisco tacere piuttosto che dare risposte scontate.
Alla fine del suo discorso mi chiede perché gli sembro così indifferente sull'argomento. Gli rispondo che non sono per niente indifferente. Ho rischiato di morire nel 1986 e per me, tutti questi che ho vissuto, non sono stati anni passati ma anni conquistati.
 
(Photo by Pim)

2 risposte a “Anni conquistati”

  1. Avatar emilia

    Molto bello quello che scrivi. Condivido pienamente ciò che dici… Il tempo passa, come non saperlo? A volte ti stupisci di quanto in fretta, ma poi sta a noi rallentarlo apprezzando ciò che ci regala. Grazie

  2. Avatar Pim

    Grazie per le belle parole, Emilia, ti abbraccio.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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