Il non detto. Per pudore, non per mancanza di sincerità. Avrei bisogno di qualcuno che afferrasse le parole che preferisco non pronunciare.
Parafrasando Kafka: confessarsi è mentire.
Il non detto. Per pudore, non per mancanza di sincerità. Avrei bisogno di qualcuno che afferrasse le parole che preferisco non pronunciare.
Parafrasando Kafka: confessarsi è mentire.
È vero. Si ha bisogno di parlare per simboli, metafore, racconti, parabole: soprattutto quando si parla di se stessi. Spesso (o quasi sempre) la nuda verità non è la verità
Direi quasi sempre. Riporto il pensiero di Kafka: “Per poter confessare, si mente. Ciò che si è non lo si può esprimere, appunto perché lo si è; non si può comunicare se non ciò che non siamo, cioè la menzogna.”

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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