photo by Pim

Un corpo di bronzo che, nel perfetto equilibrio tra la pietra e il mare, sembra annullare il peso della materia per farsi slancio vitale. “Le défi”, scultura di Nicolas Lavarenne, rappresenta il simbolo di una grande verità: è proprio quando ci sentiamo sospesi nel vuoto che scopriamo di possedere risorse interiori che possono rivelarsi determinanti. Questo funambolo non cade dai bastioni ma, sfidando la gravità, danza indomito sul vuoto. Ci mostra che l’equilibrio non consiste nell’assenza di rischio, ma nella capacità di trasformare l’umana precarietà in un momento di tensione verso una nuova stabilità esistenziale.

(Antibes, photo by Pim)

3 risposte a “Le défi”

  1. Avatar Cinzia*

    la tua foto è davvero spettacolare…
    ho letto sul web… che questa scultura in bronzo… è diventata un’ opera d’arte di primaria importanza e simbolo della città di Antibes…

    aggiungo le parole di Nicolas Lavarenne…
    “…il passo verso l’ignoto, quello che potrebbe cambiare una vita…”

    buonissima serata Paolo!

    1. Avatar Pim

      La passeggiata sulle mura di Antibes presenta alcune sculture importanti, oltre a “Le défi”: “Le nomade” e “La colonne à la mer” sono le più note.
      Ciao Cinzia, ti auguro un sereno fine settimana!

      1. Avatar Cinzia*

        visto che ha vinto la mia curiosità… 😂🙃
        sono andata a vedere le sculture sul web… mi piace molto di più… “Le Nomade”…
        è davvero incredibile… il gigante con la pelle composta da lettere maiuscole bianche… fatto di -ben!- sei tonnellate di acciaio ed è alto otto metri…
        ricambio l’augurio… buon fine settimana anche a te… Paul!

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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