Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confuso d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.
(Giorgio Caproni, da Il franco cacciatore)
Nota a piè di pagina. Sotto i miei occhi scorrono le fotografie scattate venticinque anni fa. Quasi tutte le persone ritratte non ci sono più. Alcune sono morte, altre le ho escluse dalla mia vita, la maggior parte si è semplicemente dileguata.
Faccio una considerazione: l’assenza non è necessariamente una sottrazione dolorosa ma può avere un’azione terapeutica sulla mente, liberandola dal male.








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