Pier Paolo mi parla dentro. Non capisco tutto ciò che dice, però sento la sua voce: a volte severa, altre accorata. La sua figura ascetica svetta come il palo della croce sul calvario. Mi invita a fare memoria.

Pier Paolo mi parla dentro. Non capisco tutto ciò che dice, però sento la sua voce: a volte severa, altre accorata. La sua figura ascetica svetta come il palo della croce sul calvario. Mi invita a fare memoria.
Un uomo sofferto che ha lasciato traccia. Buongiorno Paolo
avete lo stesso nome… coincidenza o no… forse… in qualche modo… siete legati…
sono passati 51 anni dalla sua morte…
lo ha scritto anche nei suoi versi…
“Io sono una forza del passato.”
essere radicati non significa essere fermi…. Pier Paolo Pasolini ci ricorda che la memoria è una forma di resistenza e di identità…
buona giornata doppia P… Paolo/Pim… 😀🍂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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