C’è un cielo dublinese sopra Torino. Di un grigio sconsolato. Via Garibaldi sembra O’Connell Street, il Quadrilatero Romano come il Temple Bar, il Po potrebbe essere il Liffey, il Parco del Valentino St. Stephen’s Green. Ed io, novello Joyce, che m’incammino verso il Trinity College. Which cobbled street to walk along? Però… Se ci fosse un pub aperto già alle nove di mattina, come in Irlanda, mi siederei al bancone chiedendo una Guinness – the famous black stuff. Scura come il giorno, amara come la vita. Dieci milioni di boccali non possono sbagliare.

4 responses to “Torino – Dublino”

  1. Avatar agnès

    .. dieci milioni di boccali, e davvero nessuno nessuno nessunissimo che abbia detto “ma che schifo”?
    🙂

  2. Avatar Pim
    Pim

    Eheh… la pubblicità non lo dice.
    Comunque sia, la Guinness rappresenta secondo me una bella metafora della vita: è amara, sì, però ha un colore talmente attraente…

  3. Avatar dragor (journal intime)
    dragor (journal intime)

    E tu, caro Pim, sembri Joyce…
    Ciao
    dragor (journal intime)

  4. Avatar agnès

    Ok, lo ammetto, il colore è attraente.. ma l’abito non fa il monaco!

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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