If, I expected love, when first we kissed, blame it on my youth
If only just for you, I did exist, blame it on my youth
I believed in everything
Like a child of three
You meant more than anything
You meant all the world to me.
If, you were on my mind, all night and day, blame it on my youth
If, I forgot to eat, and sleep and pray, blame it on my youth
If I cried a little bit, when first I learned the truth
Don’t blame it on my heart, blame it on my youth.
Conosco la versione di Keith Jarrett per piano contenuta in The melody at night, with you. Insieme agli altri brani di quel cd, mi ha tenuto compagnia durante un viaggio che conduceva verso un incontro intensamente desiderato. E ha confortato l’inevitabile malinconia del ritorno nel notturno autostradale di luci d’automobile e lavori in corso.
È forse per questo motivo che non riesco a cogliervi la sofferenza che la musica evoca invece con rara efficacia. Al contrario, eseguendo un’operazione del tutto arbitraria, volgo al presente il tempo imperfetto: “Se solo per te esisto, dai la colpa alla mia giovinezza / … Se sei nella mia mente, tutta la notte e il giorno, dai la colpa alla mia giovinezza / Se dimentico di mangiare, e dormire e pregare, dai la colpa alla mia giovinezza…“.





Rispondi