filari ordinati di alberi procedono in corsa parallela lungo il finestrino succedendosi tra l’ombra e la luce nella pianura di smeraldo, case giocattolo dai tetti spioventi si alternano nel torrido meriggio a campi di grano ondeggiante, a strisce fluviali d’argento brunito, e ancora elettrodotti come ragni appostati in tele ad alta tensione, un monotono ricamo aliante a mezz’aria, mammelloni che s’inerpicano l'uno sull'altro ingoiandosi a vicenda e dietro l’azzurro fumo dell’orizzonte che chiude il fondale
(Torino-Roma, maggio 1995)





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