filari ordinati di alberi procedono in corsa parallela lungo il finestrino succedendosi tra l’ombra e la luce nella pianura di smeraldo, case giocattolo dai tetti spioventi si alternano nel torrido meriggio a campi di grano ondeggiante, a strisce fluviali d’argento brunito, e ancora elettrodotti come ragni appostati in tele ad alta tensione, un monotono ricamo aliante a mezz’aria, mammelloni che s’inerpicano l'uno sull'altro ingoiandosi a vicenda e dietro l’azzurro fumo dell’orizzonte che chiude il fondale

(Torino-Roma, maggio 1995)

One response to “Torino – Roma”

  1. Avatar Dolcyssyma

    Bella descrizione di un viaggio in treno :))

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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