SomewhereLa tua vita e la mia, separate dalla lama dell’orizzonte, tra le nuvole e le stelle. Lunghe scie bianche segnano la distanza, il tempo si sgrana in ciò che intorno continua ad esistere. Il vento ha soffiato sulle nostre voci, dissolvendole in piccoli vortici, ma i pensieri sanno varcare la soglia dell’assenza. Sebbene gli sguardi si siano eclissati nella notte, i desideri si afferrano e si completano segretamente. Semi densi d’amore emessi nei solchi del cielo.

(Egitto, costa del Mar Rosso, 17 km a sud di El Quseir, agosto 2006)

4 responses to “Somewhere”

  1. Avatar Dolcyssyma

    belle parole e belle immagini… :))

  2. Avatar sandra
    sandra

    caro Pim,
    questa sera i miei pensieri sono totalmente in disordine, vorrei scrivere di tanti argomenti, ma nello stesso tempo mi rendo conto di non riuscire a trovare il filo..
    Sono sovrastata da tante immagini.. domani andrà meglio.
    Mi è venuto in mente un tuo vecchio post in cui elogiavi la canzone ‘Singin’ in the rain’ (era morto il cantante? Oppure il compositore? Non ricordo.) Uno scritto fantastico.

  3. Avatar Pim

    Grazie Dolcyssyma. Ma il merito è da ascrivere all’atmosfera suggestiva dell’Egitto.

  4. Avatar Pim

    Spero che oggi vada meglio, Sandra.
    Sono spiacente di deluderti, ma non ricordo di aver mai scritto alcun pezzo su Singing in the Rain. Probabilmente è opera di qualche omonimo: non è la prima volta che mi capita di essere scambiato per un altro. Niente di male, anzi: basta che nessuno cominci a chiedermi soldi…
    Ad ogni modo, grazie per la visita e il commento.
    Ciao.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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