In_articulo_mortis Domanda secca: che cosa conoscete della vita di Tycho Brahe? Immagino lo sbigottimento che si dipinge sulle vostre facce. Così, al volo? Dunque (non si comincia una frase con dunque, ma va bene lo stesso). Dunque, dicevo: Tycho Brahe era un astronomo danese del ‘500. Non molto, insomma. E non pensate che io ne sappia di più. Ritengo invece che sia parecchio noto l’episodio in cui morì. Durante un banchetto offerto in suo onore dall’imperatore boemo Rodolfo II, il Nostro ingurgitò una quantità notevole di birra; tuttavia, poiché si vergognava ad andare in bagno, decise di trattenere l’urina e rimanere seduto a tavola. Con il risultato che, ad un certo momento, gli si ruppe la vescica, ebbe una peritonite settica fulminante e morì in preda a dolori atroci. Assicurandosi così un’immortalità indecorosa, a scapito della sua chiara fama di scienziato.

Mi sono ricordato di Tycho Brahe ieri sera, leggendo un trafiletto su La Stampa. Lo scrittore fiorentino Piero Pieroni è morto soffocato da un pezzo di carne mentre era a pranzo. Ebbene: fino ad allora io non sapevo chi fosse, e come me suppongo molti di voi, e sono certo che di costui non saprò mai altro se non la circostanza in cui è avvenuto il suo decesso. Circostanza assurda, per non dire grottesca, che di colpo ha cancellato il resto della sua esistenza, qualunque essa sia stata. Perciò: non soltanto dobbiamo sforzarci di vivere dignitosamente, ma bisogna pure stare attenti al modo in cui si muore. Basta appena un attimo di disattenzione, e corriamo il rischio di finire nel ridicolo per l’eternità.

22 risposte a “In articulo mortis”

  1. Avatar Betta
    Betta

    Mmm ecco un altro pensiero… come se non bastassero tutti gli altri :))
    Io ho sempre sperato di morire ridendo o dormendo, ovviamente mi aguro sia un “trapasso dignitoso” e speriamo non la classica morte str….a come si dice a Roma :)))
    Ciao Pim!

  2. Avatar montgolfier

    ovvero, i danni dell’apparire
    mentre, più seriamente, non sarebbe male poter contare su un self annulation kit, qualora le condizioni si facessero troppo dolorose o troppo poco dignitose
    detto questo, guardiamo fuori, che c’è un po’ di azzurro
    ciao
    Mont

  3. Avatar dragor
    dragor

    Adesso capisco perché i danesi scappano in bagno ogni 5 minuti. Non scherzo,e in mancanza di bagno si arrangiano dietro i cespugli. L’ho notato sia in Danimarca che quando mi fanno visita a Nizza.
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Guizzo

    Perché Tycho Brahe si vergognava ad andare in bagno? A me sembra una storia assurda! Ma si può morire a quel modo? Sono sbigottito. Ops, avverto un leggero bisognino, e visto che da oggi in poi vivrò con questa paranoia, vado subito in bagno…………

  5. Avatar ohibo'
    ohibo’

    a proposito di Ticho Brahe, che dire del grande Elvis Presley, che dicono sia morto nientemeno che sul gabinetto…quando è destino non c’è nulla da fare

  6. Avatar cate

    Lo so che ora farò la figura della paranoica, però è una delle mie più grandi paure: morire in modo talemnte ridicolo da suscitare il sorriso anche chi mi voleva bene…
    Questa specie di “fobia” mi è venuta qualche anno fa, quando lessi sul giornale di una ragazza morta soffocata mentre cercava di ingurgitare un occhio (!) di maiale. Lo so, fa senso… Mi ricordo anche i cinici commenti di alcuni conoscenti, che non si curarono minimante del fatto che l’accaduto aveva stroncato una giovane vita, ma soltanto del suo lato grottesco.
    Cate

  7. Avatar irenespagnuolo

    Mi spaventa questa cosa perchè io…ehm, ehm, ho il vizio di trattenere…fino al dolore. Ma così, perchè sono in giro o in ulocale dove l’igiene mi pare scarseggi…Insomma corro seri pericoli ! Aiuto !!!!

  8. Avatar Ethos

    Grazie a Dio non sono né astronomo, né scrittore…

  9. Avatar Genny.c

    Per fortuna che non trattengo mai niente! Però è anche vero che a volte ci sono situazioni in cui devi per forza trattenere (come quando sei in coda all’ufficio postale ad esempio… ma adesso mi sa che è meglio uscire dalla coda ;)))

  10. Avatar lara
    lara

    purtroppo credo che sfuggire al ridicolo non sia possibile in nessun modo.
    Uno può vivere dignitosamente e morire dignitosamente ma il ridicolo potrebbe essere sempre lì, in agguato..
    Mi riferisco al signor T.M. morto ormai da più di 20 anni. Un uomo ineccepibile nel modo in cui visse e in cui morì, ma con un piccolo neo. Quando aveva invitati a pranzo, T. M. si sedeva a tavola e con noncuranza spostava la tavola verso di sè. I suoi commensali, con la forchetta in aria, vedevano il loro piatto, il bicchiere e tutto il resto scivolare verso il padrone di casa.
    Non c’è stato niente da fare. Il pensiero di chi l’ha conosciuto corre a lui quando ci si siede a tavola e c’è qualche.. distanza di troppo!

  11. Avatar Pim

    Guizzo, la storia è vera. Tra l’altro, ne accenna Kundera in “L’immortalità” e anche Pennac in “La lunga notte del dottor Galvan”.

  12. Avatar Pim

    Cate, Bruno Gambarotta raccontava questo episodio: quand’era bambino, sentì il padre dire che un tale aveva fatto una morte felice sopra una prugna, ma non capì perché. A me pare invece che la spiegazione sia semplice…

  13. Avatar Pim

    Non temere, Irene, non corri nessun pericolo 🙂
    È molto probabile che la vescica di Brahe fosse compromessa da una patologia (tubercolosi?) che ne riduceva la normale distensibilità.

  14. Avatar Pim

    Hai ragione, Lara. Spesso sono le manie a sopravvivere, e si finisce per ricordare soltanto quelle.

  15. Avatar dragor
    dragor

    Caro Pim, ho parlato del tuo post alla mia famiglia e adesso le toilettes sono sempre occupate
    dragor (journal intime)

  16. Avatar reika corsi
    reika corsi

    La morte di Pieroni non è stata ridicola. E’ morto d’infarto, di un colpo mentre mangiava. E mentre stava per ritirare un premio di letteratura nazionale. Forse non lo sa, certamente non lo sa, ma da un anno aveva perso la moglie e la vita era diventata un calvario mitigato solo in parte dalla scrittura. E quel premio per lui gli restituiva un po’ di entusiasmo, come a sancire che la sua era ancora, dopo tanti riconoscimenti, una firma illustre. Dopo la sua morte, la chiamano morte del giusto, silenziosa e senza soffrire, giornali e televisioni si sono occupate di lui. La morte grottesca o ridicola è davvero altra cosa. Reika.

  17. Avatar Pim

    Ho riportato la notizia esattamente come l’ho letta su La Stampa di martedì 4 dicembre. D’altra parte è possibile che una persona anziana possa morire a causa di una disfagia. La situazione, senza voler mancare di rispetto ad alcuno, è definibile (vocabolario alla mano) come grottesca. Per associazione di idee, mi è ritornato alla mente Tycho Brahe. Tutto qui.

  18. Avatar reika corsi
    reika corsi

    Tycho Brahe ha bevuto fino a scoppiare e non è andato al bagno. L’associazione di idee è peregrina, mi pare. Comunque, la vita di una persona non si giudica da come uno muore.Che poi era il senso finale del suo discorso…
    saluti, reika

  19. Avatar Pim

    L’affermazione era paradossale, ma è evidente che non ha capito il senso.
    Pazienza. La prossima volta mi verrà in mente qualcosa di più intelligente.
    Nel frattempo, le consiglio di leggersi Swift.
    Contraccambio i saluti.
    Pim

  20. Avatar reika corsi
    reika corsi

    Grazie del consiglio, conosco bene Swift e la letteratura inglese in genere.
    Sono parte in causa e forse un po’ sensibile in merito alla vicenda di cui sopra. Tutto qui. Il paradossale, elemento che a suo dire collegava i due casi, continua a sembrarmi non pertinente.
    Buon lavoro. Reika

  21. Avatar Pim

    Mi dispiace di aver toccato qualche corda sensibile del suo animo, non era mia intenzione essere irriguardoso. So bene che certi argomenti sono delicati e ho perciò cercato di maneggiare la materia con attenzione. Leggendo altri commenti pensavo di esserci riuscito, dal suo direi di no. Ci rifletterò su.
    In ogni caso la ringrazio per l’attenzione.
    Buon lavoro anche a lei.
    Pim

  22. Avatar reika corsi
    reika corsi

    La morte purtroppo, quando ci tocca da vicino, non ci fa essere obiettivi né poliedricamente aperti alle sfumature di colore. Ecco perché in altri commenti trovava la comprensione dei suoi collegamenti filosofico letterari.
    Mi piace però la chiusa del suo messaggio, armonica e sensibile.
    Saluti, Reika

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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