Se potessi, mi chiederesti per quale motivo sono qui. La nebbia sta scendendo sulle colline, il campanile della parrocchiale appena si scorge, presto farà buio. Li senti i cani che abbaiano lontano? Sorrido, perché tu mi conosci. Sono io che non ricordavo, neppure di averti mai incontrata. E forse è successo, molto tempo fa. Il tuo nome non mi era nuovo. Sai bene chi me l’ha confidato. Quasi per caso. È stato come fare un percorso a ritroso, e tu c’eri. Ho avvertito allora l’urgenza di rintracciarti, anche se ignoravo dove stavi – appena qualche vaga indicazione. Lei non poteva saperne di più, non è pratica di questi luoghi. Ma avevo promesso che sarei venuto. Perché, ne ho la certezza, sei stata tu a far sì che lei e io ci ritrovassimo. Hai unito le nostre mani, ti sei presa cura di noi. E ora ci guardi con amore. È per questo che sono qui, mentre inizia a piovigginare, in questo piccolo cimitero di campagna. Semplicemente per ringraziarti.

3 responses to “Semplicemente”

  1. Avatar Giulia

    Quando come post ci sono pagine di diario eè difficile commentare, nello stesos tempo sembra di non esere neanche passati. Io invece passo e mi commuovo sempre nel sentire i sentimenti sono espressi e non contenuti sempre nel segreto delle nostre anime. Ciao Pim e buona giornata

  2. Avatar Elydon

    Non so che dire, ma sento di dover commentare.
    E’ un pensiero davvero molto bello e profondo. Complimenti!
    Banale eh?
    Sara

  3. Avatar maxgiordani
    maxgiordani

    Caro Pim.
    Che bel bel bel post.
    Un saluto.
    M@x

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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