Loblio

L’oblio erode impietoso i ricordi. Li disgrega lentamente, sottraendoceli a brano a brano, come resti fossili li seppellisce nei neuroni, ricoprendoli di citoplasma e silenzio. Non soltanto quelli scomodi, dolorosi, anche quelli che ci sono cari: la memoria si affievolisce, i dettagli sfumano nell'ombra, la nostra biografia sembra non appartenerci più.
Ogni tanto, per qualche fortunata associazione di idee, riemergono alla superficie lucida della coscienza. Spuntano improvvisi come conigli dal cilindro del prestigiatore, sorprendono e commuovono perché inattesi.
Ma il calore di una mano amica, l'eco di una voce gentile, lo sguardo di un volto amato, il sapore intenso di un bacio, tutto questo va perduto per sempre.

8 responses to “L’oblio”

  1. Avatar Pim

    Il quadro riprodotto è “Sprazzi di memoria” di Silvia Fasano.

  2. Avatar Giulia

    Hai ragioni, le sensazioni fisiche sono qualcosa che si ricorda poco, appartengono al tempo in cui si presentano, poi bisogna che il ricordo si rinnovi nella realtà: E’ per questo che l’affettività fisica è così importante non finisca mai… Ciao Giulia

  3. Avatar irenespagnuolo

    Qualche volta non vorremmo o non dovremmo “lavar via il profumo” perchè sulla pelle continuino a scorrere gli stessi brividi…ma con il tempo svanisce, è vero. E se lo puoi riportare alla mente, il naso comunque non lo avverte con la stessa intensità…

  4. Avatar anecòico

    Non dico niente o rovino il lirismo di queste magnifiche righe. Un plauso! 😉
    anecòico [CattivaMaestra]

  5. Avatar francesca

    la parola scritta ci aiuta ad impedire che i ricordi sbiadiscano per sempre

  6. Avatar Pim

    Stat rosa pristina nomine,
    nomina nuda tenemus.

  7. Avatar montgolfier

    siamo sicuri che svaniscano per sempre? Io credo di no. Può cambiare quello che gli si avvolge attorno: il piacere e la bellezza possono mescolarsi al dolore di una perdita. Ma perdersi, no. Almeno per me.

  8. Avatar Bella Italia

    E’ vero che i dettagli svaniscono, ma le impronte sul cuore non le cancella nessuno!

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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