Saint Tropez - Pasqua 2002_1Villanova, Asti, Felizzano. Di qua la pianura padana che rimonta le verdi colline piemontesi; di là Alessandria, che significa già un passo verso la Liguria. In fondo c’è Ovada, poi le gallerie che attraversano l’Appennino, e dall’alto di un viadotto ecco comparire un triangolo di mare. Puoi scegliere di andare in direzione Ventimiglia: la Riviera di Ponente – Noli, Finale, Alassio, Bordighera. Ci vuole poco, e ti adagi in grembo alla Côte: Mentone, Nizza, Cap d’Antibes, Saint-Tropez. Altrimenti svolti verso levante, scavalchi d’un balzo Genova, e decidere tra Recco e Rapallo, percorrere i sentieri delle Cinque Terre, fino a Portovenere. Oppure, più giù, arenarsi lungo le ampie spiagge della Versilia…
 

Le ragazze di Torino han smesso di lavorare / alle sette hanno smesso di lavorare / e anche il treno da Torino è un treno di pianura / però dovrà arrivare / però dovrà arrivare / in questi posti davanti al mare / con questi cieli sopra il mare / fin da Pavia si pensa al mare / fin da Alessandria si sente il mare / dietro una curva improvvisamente il mare…

(photo by Pim, Saint-Tropez, aprile 2002)

5 risposte a “Questi posti davanti al mare”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Mi piacciono molte le canzoni di Fossati, Pim…

  2. Avatar Pim

    A mio parere, il miglior Fossati sta tra gli ’80 e i ’90 – “La pianta del tè”, da cui è tratta la canzone, è del 1988. Negli ultimi anni, invece, la sua vena creativa si è progressivamente inaridita. Così come quella di altri cantautori della stessa generazione. Peccato.
    Ciao Irene.

  3. Avatar donnanonmoderna

    La mia casa è davanti al mare, dove mi giro l’azzurro mi trascina nel suo liquido colore che di sera annega della striscia d’argento della luna…
    Tu hai nominato posti bellissimi ma io sono fortunata…
    ciao Pim…
    Carmela

  4. Avatar irenespagnuolo

    Sono d’accordo Pim. Per molti la deriva commerciale ha segnato un brusco calo di qualità…per altri forse si è sbiadita la vena creativa.

  5. Avatar Pim

    Beata te, Carmela. Immagino una casa come quella del commissario Montalbano…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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