(Luglio 2003)
Sabato notte, mezzanotte e mezza. Il caldo è insopportabile, non riesco a prendere sonno. Mi alzo facendo attenzione a non svegliare Giulia, che invece dorme saporitamente. Vado in cucina, apro il frigo, mi disseto. Mi siedo quindi sul divano del soggiorno, accendo la televisione e prendo a fare un po’ di zapping fra autoconcessionarie, cartomanti e hot lines.
Su Rete7 scorrono i titoli di testa di un film. È “Il Laureato”. Accidenti. L’ho visto che saranno… beh, saranno ormai dieci anni. Però, come passa il tempo… Che strano. Nell’elenco degli attori interpreti mi sfugge il nome di Dustin Hoffman. La musica in sottofondo fa piripippiripippì e non suona esattamente come la mitica colonna sonora di Simon & Garfunkel. Poi ricordavo che il regista fosse Mike Nichols, mica questo tal D’Amato… Si vede che sto invecchiando. La memoria fa sempre più cilecca. Mah…
Esterno giorno. Panoramica su villa patrizia. Nel giardino all’italiana, un giovanottone e una fanciulla piuttosto discinta conversano amabilmente seduti ad un tavolino. Dopo qualche minuto si avvicina una signora bene in carne che si accomoda accanto a loro. Ah già, Mrs Robinson (Jesus loves you more than you will know wowowo…). No, a dire il vero non sembra lei. No, sicuramente no. Troppo formosa, e persino troppo attempata per essere Anne Bancroft. Boh. I tre si scambiano ampi sorrisi d’intesa. La tardona ammicca con aria laida al giovanottone, ma non capisco bene il dialogo perché tengo il volume del televisore abbastanza basso. Il ritmo è lentissimo, si va avanti (per così dire) ad inquadrature fisse e primi piani. Non ci posso credere. Possibile che ‘sta roba abbia vinto l’Oscar? Finalmente la tardona si allontana, ancheggiando come se avesse il bacino sbilenco. Il giovanottone e la fanciulla discinta si alzano, si avvicinano, si guardano romanticamente negli occhi. Eh, l’amour…
Improvvisamente però, in una sorta di raptus, lei gli si avvinghia come un polipone e lui di rimando le ficca due chilometri di lingua in bocca. Ma questo qua in cosa diamine sarà laureato. Vabbe’. Intanto che i due allupati si fanno la detartrasi, vado a bere qualcosa di fresco. Ritorno, e sono ancora lì che si strusciano, mugolando e slurpando. Che noia. Insomma, quando arriva Dustin Hoffman? Dopo aver accuratamente tastato la signorina per ogni dove, il giovanottone, con gesto risoluto, le strappa da dosso il già succinto vestitino. E lei si ritrova all'istante con tutto di fuori.
Gulp! Questa scena mica la ricordavo. Un attimo. Per caso, non sarà che… Senz’altri indugi, lui la corica sul tavolino, si abbassa i pantaloni e… (… E io che aspettavo Dustin Hoffman.)







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