“Escribo, no para saber del amor, sino para mantenerlo insabido. Se escribe porque no se sabe, se escribe para no saber. Porque se trata de un decir, no de un saber.”
Così Alexandra Kohan, psicoanalista argentina, nel suo libro “Y sin embargo, el amor”. Ovvero: “Scrivo non per conoscere l’amore, ma per mantenerlo sconosciuto. Si scrive perché non si sa, si scrive per non sapere. Perché si tratta di dire, non di sapere.”
La scrittura non cerca né offre risposte definitive ma esprime la natura inafferrabile di ogni esperienza, compresa quella amorosa. Spiegare l’amore significherebbe ridurlo a un concetto definito, astratto. Dare voce a un sentimento, invece, appartiene a un’altra dimensione: quella del dire, che non coincide con il sapere, cioè con la necessità di attribuirgli una verità logica. La parola poetica mantiene viva l’essenza dell’amore, proprio perché non pretende di definirlo o di risolverlo.
(photo by Pim, Vieste, 29 luglio)







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