Ricordo quando il professor B., durante una lezione di Psicologia Dinamica, se ne uscì con una domanda che, detta da chiunque altro, avrebbe fatto pensare a un improvviso episodio di scompenso psichico: «Le Twin Towers sono state distrutte perché erano considerate il simbolo della potenza fallica degli Usa? Oppure si è trattato di un attacco invidioso diretto ai capezzoli ubertosi di Wall Street?»
Non so se intendesse soltanto provocare l’uditorio, cosa assai probabile, ma quella lettura psicoanalitica dell’11 settembre non mi sembrò del tutto inverosimile. E se dietro ogni attentato si nascondesse un desiderio represso, un pene simbolico, un seno metaforico?
Forse perché, ascoltando le sue parole, veniva spontaneo chiedersi se il senso del mondo fosse davvero così oscuro o se era il professor B. a renderlo tale, con una certa perversione intellettuale.
(photo by Pim. National September 11 Memorial & Museum, New York, 30 luglio 2024)







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