Passaggi_di_tempo Trovarsi e poi perdersi, incontrarsi e dirsi addio. Persone che ci vengono incontro, si affiancano, fanno un pezzo di strada insieme – salite, curve, discese, panorami, orizzonti. Frammenti di discorsi, tracce di storie. A volte sono loro che si fermano, mentre noi proseguiamo il cammino, e restano lì a guardarci andare via, la mano sugli occhi per ripararsi dal sole. Altre volte siamo noi che ci allontaniamo, neppure voltandoci indietro a salutare, tutti intenti alla prossima meta, la mente rivolta chissà dove e perché. Sono nomi che rievocano affinità perdute, confidenze gettate come carta sull’asfalto, confessioni diventate imbarazzanti e gradualmente rimosse. Sono corpi che giorno dopo giorno sbiadiscono nei ricordi, affondando nel vapore denso della memoria. Sono voci che non sentiremo ancora risuonare familiari nell’aria. Sono mani che non stringeremo quando l’angoscia chiuderà il petto e il coraggio verrà meno. Sono occhi che non brilleranno più come stelle quando affronteremo di nuovo la sera. Rimarranno notti senza luna da sfidare insonni e senza sogni, passaggi da ripercorrere increduli chiedendoci se è stato vero. Rimarranno frasi smozzicate ormai prive di senso, indirizzi perduti in fondo a qualche tasca, fotografie accumulate nel disordine nei cassetti, poesie scritte a matita e mai rilette. Il vento scorre veloce tra le sabbie leggere del tempo. E il tempo, che pareva interminabile, si è depositato sul fondo della clessidra. Trattiene il rimorso per le parole che non abbiamo saputo dire, per quelle inutili e i silenzi crudeli. Il rimorso per ciò che non abbiamo potuto fare, voluto dare. È quanto resta quando tutto finisce, il resoconto ultimo, la pagina che si chiude, il vuoto che è lì da colmare. Siamo vite immerse nel guado che attendono smarrite il domani.

3 responses to “Passaggi di tempo”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Durante la vita accumuliamo una quantità di rimpianti, rimorsi, occasioni perdute, attimi non goduti, cose non viste, parole non dette…
    Il tempo scivola via, noi cogliamo frazioni quasi insignificanti di quello che incontriamo, la fantasia non riesce a raggiungere la realtà.
    La “velocità” è come una condanna. Non possiamo fermare i secondi, tornare al punto in cui vorremmo, prendere tra le mani tutto…Quello di cui godiamo oggi passa e finisce in un cassetto. E anche quello che la memoria trattiene a volte non basta.
    Siamo un puntino che schizza nell’universo. Un fiammifero che si consuma in un lampo ? E’ il mio più grande diletto e la mia più terribile tristezza, questa. Non una “filosofia”, una consapevolezza. Alla quale opponi in qualche modo resistenza vivendo, sognando, amando, sperando, piangendo, ridendo, arrabbiandoti ogni giorno…ma che è lì, dentro di te.

  2. Avatar Pim

    Sì, Irene, è così. E bisogna imparare a prendere dalla vita ciò che viene, senza porsi troppe domande o crearsi inutili dubbi. Non mancare all’appuntamento con il tempo presente.

  3. Avatar Angelica

    il tempo passa, e noi facciamo alcuni sbagli e alcune cose giuste…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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