Alla_ricerca_del_tempo_perduto So bene che la questione del tempo che passa è l’argomento preferito di certi anziani panchinari, eppure pare che sia nuovamente natale. Dico “pare”, perché le pubblicità sono infarcite di prodotti ipercolesterolemici, nei supermercati si aggirano inquietanti omini barbuti e le luminarie cittadine rappresentano il bersaglio privilegiato dai soliti ignoti. Per il resto, la gente tira avanti digrignando la consueta espressione d’ordinanza.

Che cosa dire quindi? Che puntualmente ogni anno, in questo periodo, cerco invano lo spirito di quei giorni di festa che a noi, bambini beneducati, davano l'impressione di essere finalmente padroni di mattine fredde e soleggiate che la scuola ci scippava. Che ho voglia di fermarmi e mettere ancora in sovrimpressione il film della mia infanzia. Davanti agli occhi, allora, vedo scorrere le immagini della pista Polistil, del proiettore Festacolor e del Piccolo Chimico; ritornano i miei genitori trent’anni più giovani, le zie premurose, le cugine rompiscatole, i nonni che non ci sono più.

Non so se l'età adulta sia sempre stata così, ma mi sembra che il mondo all'epoca promettesse una vita più semplice che, mio malgrado, non ho mai visto arrivare. Ed oggi è tutto così difficile, così pesante da gestire, così complesso anche per le cose che dovrebbero essere facili… Paradossalmente, i marasmi istituzionali gli sconquassi economici e le difficoltà conseguenti mi sembrano tutto sommato più accettabili perché seguono una logicità storica. Provo invece una fatica sempre maggiore ad accettare la complessità dei rapporti umani, di quelli con le conoscenze quotidiane con le quali spesso si deve ballare il minuetto di un protocollo di cui mi sfugge il senso.

E allora mi ritrovo imbarcato sulla slitta di un altro natale senza rotta, in cui continuo a non avere un’idea del compito specifico se non quello che ho deciso di darmi e portare avanti a tutti i costi.

13 risposte a “Alla ricerca del tempo perduto”

  1. Avatar Prishilla

    A volte mi dico che il mio “compito specifico” è far sì che qualche bimbo possa vivere il Natale come l’ho vissuto io da bambina. Perchè forse i bambini non sono solo adulti non ancora finiti. E quando mi do queste risposte qualche mia scelta (o non scelta) scricchiola dolorosamente.
    Prish

  2. Avatar francesca

    io rivedo la mia vecchia calda casa di famiglia, ormai proprietà di qualcun’altro, il grande abete che arrivava al soffitto e mio padre e mio zio con l’armonica a bocca e noi a intonare meravigliosi canti di natale…dov’è quel tempo. passo spesso di là…

  3. Avatar irenespagnuolo

    Per me sta diventando un tratto di strada da superare in fretta…anno dopo anno cresce il disagio. E vorrei trovare il modo per non seguire che l’istinto.
    :))
    Irene

  4. Avatar anecòico

    ho spesso la stessa tua sensazione, caro Pim… e, tra le altre cose, tornare a giocare coi Lego non mi dispiacerebbe 😉
    anecòico

  5. Avatar guardami negli occhi
    guardami negli occhi

    caro Pim, quante verità assolute hai elencato. Io quest’anno (con la mia famiglia d’origine assente e in assetto di guerra) ho inseguito lo spirito natalizio così: ho fatto l’albero ascoltando musica cubana e mi sono ritrovata a canticchiare e sorridere mentre il mio cagnolino infilava il muso nelle scatole per vedere se c’era qualche giochino per lui…
    ***Auguri Pim per un sereno e ricco d’affetto Natale ***
    Laura

  6. Avatar Pim

    Prishilla:
    Ritrovo il senso del natale solo rivivendolo negli occhi meravigliati dei miei nipotini. Sono di nuovo quel bambino d’un tempo e la loro gioia condivisa finisce per soffocare gli scricchiolii dell’età adulta.
    Francesca:
    Ricordare significa ripassare dalle parti del cuore…
    Irene:
    Se dovessi seguire l’istinto, andrei a dormire il 23 dicembre per risvegliarmi solo il 7 gennaio…

  7. Avatar Pim

    Anecòico:
    I prodotti Lego sono oggi molto più belli e sofisticati rispetto ai nostri tempi. Quasi quasi lascio perdere l’idea di un palmare e me ne compro una confezione…
    Laura:
    Può capitare che il natale sia paradossalmente il momento in cui i conflitti emergono in tutta la propria virulenza. È successo anche a me, comprendo il tuo disincanto e ti sono vicino.
    Ricambio di cuore gli auguri. Un abbraccio.
    Pim

  8. Avatar Antonio Cracas

    Pim, hai espresso meravigliosamente ciò che molti provano, me compreso.
    A parte mia moglie, mio figlio un fratello ed una sorella (che tra l’altro frequento poco), non ho più nessuno della mia famiglia. Natale è uno dei periodi più tristi della mia vita. Vado letteralmente in crisi. Non vedo l’ora che passi.
    Grazie per le tue righe.
    Ti abbraccio.
    Antonio

  9. Avatar Pim

    Antonio, la ricorrenza del natale funziona come una cartina al tornasole che evidenzia le questioni irrisolte delle nostre vite. Non bisogna però rassegnarsi alla sensazione di sconfitta che ci attanaglia, ma provare a credere che un futuro più sereno è possibile.
    Un abbraccio.
    Pim

  10. Avatar Stefy
    Stefy

    Un’altra cosa che rimpiango: I biglietti di auguri che si ricevevano e mia mamma appendeva alle tende delle finestre in cucina. Oggi non ne ricevo piu’ uno…ok, ci sono gli sms…ma io qualche biglietto ancora lo spedisco!!!
    Un dubbio: i nostri genitori, all’epoca in cui noi eravamo bimbi, provavano la stessa tristezza che proviamo oggi noi?
    Un abbraccio,
    Stefy

  11. Avatar Pim

    Sì, quei biglietti grandi e colorati… adesso esistono anche in formato mignon, da unire ai regali. Qualcuno lo spedisco ancora, gli sms sono così gelidi…
    Nonostante qualche ristrettezza economica, i miei genitori apparivano sereni e penso che lo fossero veramente.
    Ciao Stefy.

  12. Avatar Ste

    Anche a me il Natale da tristezza, mi sa tanto di occasioni perdute. Occasioni per fare qualcosa di buono, per riavvicinarsi a chi si è allontanato.
    Una delle immagini più vivide che ho del Natale sono i mandarini in quantità. Nelle riunioni di famiglia dai miei nonni ve ne erano sempre, forse per ricordare quando i soldini erano pochi, ed i mandarini in fondo alla lista delle priorità. Visto l’andazzo dei giorni nostri forse quei tempi torneranno.
    Ciao. Ste.

  13. Avatar Patricia Soda

    Oh, Pim, se c’è una cosa che mi fa rallegrare di essere adulta, è di poter finalmente considerare il natale un giorno come tutti gli altri. I miei natali di bambina sono stati un vero incubo, lasciare Parigi proprio durante le vacanze, per scendere in una Genova che mi sembrava buia e triste al confronto, solo perché il natale BISOGNA passarlo in famiglia, ore ed ore di inedia ad ascoltare gli adulti parlare di cose incomprensibili, bacia la zia, saluta la cugina, ma ce l’hai il fidanzato…Per quanto riguarda i giorni perduti, saro’ per sempre un Ernst Kazirra…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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