Il cielo poco convinto lascia spazio prima del tempo alla luce arancione dei lampioni. È ancora giorno – semmai lo è stato. Sali in auto, si torna a casa ragazzo mio, lanciamo una secchiata di vernice su questa storia. I fari ammiccano alla stanchezza che scende sull’asfalto mentre Tom continua le sue Mule Variations. Non ci sono stelle stasera, da nessuna parte. Ho voglia di grottesco, per non pensarci e vedere tutto in modo obliquo, da una diversa prospettiva. Diamoci quest'altra illusione, allora. Il grande Lebowski aspetta sornione: toccherà a lui rompere la solitudine di una giornata di quasi pioggia che ha fatto di tutto per mettermi a dormire.

Chi c'è stato oggi? E chi ci sarà domani? Io ci sarò, adesso e persino più tardi. Un altro libro mi farà compagnia, un altro sogno da inseguire daccapo, da inseguire sempre, fino ai prati bianchi dell'alba, fino alla prossima sera, a quella successiva, e dopo ancora. Tutto si distorce e fugge sotto i colpi del grottesco. Le dita picchiettano veloci su una tastiera i cui tasti scricchiolano come gli insetti di Burroughs. Ascolto questo suono secco con l’inquietudine nei polsini sbottonati della camicia. Se è duro vivere con un cognome in prestito, figuriamoci con una faccia e un ruolo.

Ho voglia di grottesco, perché le nuvole di una sera di quasi pioggia mi fanno ricordare venti gocce di diazepam in un bicchiere, che forse vorrei abbassare l'audio al mondo, dissolvere l’odore corrotto dei colleghi e delle loro vetrine tirate a lucido. Ho voglia di grottesco stanotte, per non pensarci e darmi una speranza in più. Perché ci sono più cose nel viaggio di una palla da bowling verso i birilli che in tutta questa crudele messinscena.

4 responses to “Lebowski”

  1. Avatar Prishilla

    Ottima scelta: spero davvero che abbia funzionato. E che le cose, da una prospettiva obliqua, ti abbiano resituito una strizzatina d’occhio, di nascosto dal resto del mondo.
    Prish

  2. Avatar anecòico

    senza parole, davvero… sai giocare con le parole e le sfumature come pochi altri, sai che c’è? ora me lo rileggo 🙂
    un abbraccio
    anecòico

  3. Avatar Pim

    Sì, Prish, ha funzionato almeno in parte. Vedere il mondo capovolto è un buon modo per ribaltare i punti di vista e fare considerazioni più efficaci.

  4. Avatar Pim

    Per fortuna è un racconto breve… Grazie, Anecòico.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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