La_crisi

Stiro l’articolazione temporomandibolare in uno sbadiglio colossale. Chiudo gli occhi, distendo le gambe, eseguo alcune circonduzioni del collo. Getto infine uno sguardo sugli appunti che sto riordinando.

“La crisi. Momento difficoltoso dell’esistenza in cui avviene un cambiamento. Non è da considerarsi a priori un concetto negativo. I cambiamenti esterni provocano un rimaneggiamento della personalità interiore: l’individuo non deve solo sapersi difendere ma costruirsi, evolversi. Ogni evento è in questo senso strutturante. Vi sono crisi comuni e crisi individuali. Tra le prime c’è la crisi del periodo adolescenziale (non tutti gli adolescenti manifestano comunque disagio psichico), quella dovuta al matrimonio, alla maternità/paternità (in cui c’è un nuovo adattamento affettivo), all’invecchiamento (per soggetti che non accettano con serenità lo scorrere del tempo), alla menopausa, al pensionamento (dovuta al peggioramento della qualità della vita o alla perdita dello status sociale). Tra le seconde abbiamo ad esempio le crisi dovute a lutti, a difficoltà lavorative, a malattie importanti, ecc. Ad ogni modo: la valutazione dell’evento e la risposta ad esso sono variabili in base alla personalità. Considerare quindi la risonanza caso per caso”.

Smetto di leggere. E penso che, quando la tempesta si avvicina, c’è bisogno di un riparo sicuro.

6 risposte a “La crisi”

  1. Avatar Pim

    Fotografia scattata alle cascate di Schaffhausen il 24 marzo 2008.

  2. Avatar Rosa
    Rosa

    bel post. penso alla crisi che attraversa la nostra società, questo tempo di disagio personale e collettivo. un periodo di mutamento, forse, di passaggio, ma l’altra riva non si vede ancora.

  3. Avatar Prishilla

    Io per esempio sono una persona portata a credere che la comprensione del fenomeno sia “un riparo sicuro”. Ma spesso mi sbaglio….
    🙂 Prish

  4. Avatar Pim

    Hai ragione Prish. La vicinanza solidale e la comprensione senza contropartite rappresentano senza dubbio il rifugio migliore, anche se non sempre si trovano persone veramente disposte.

  5. Avatar giulia

    Ed io lo vado a cercare… Giulia

  6. Avatar Pim

    L’importante è che un posto ci sia, fuori o dentro se stessi.
    Ciao Giulia.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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