…e ciò che sapeva di non dover dire e tuttavia ha detto…??
prish
ok ok sto zitto.. 😛
anecòico
Complicata definizione, ma molto vera, un abbraccio. Giulia
No no, Anecòico, il tuo surrealismo ci è indispensabile!
🙂
Molto vera, sì, anche senza scomodare Freud.
Ciao Giulia, contraccambio l’abbraccio.
E se ci pensi si attorciglia prima il cervello della lingua…
Credevo che affermazioni così contorte fossero prerogative solo di noi donne!
“Vorrei, ma solo se me lo chiedi, perchè, se non me lo chiedi, potrei non volerlo, tranne nel caso in cui … ecc. ecc.”.
Ciao, Pim. Facciamoci una risata, va…
Buona notte.
Zia Elena
LETTERA AL PRESIDENTE BERLUSCONI
Prevedo tempi di altissima tensione sociale e l’Italia rischierà di spaccarsi. Stamane non ho voglia di scrivere di politica e La invito a leggere la presentazione dei racconti da me scritti, “Il coniglio nella manica” e “La scogliera dei sogni”, su ruttocontinuo.blogspot.com
Termino rivolgendoLe un appello:
” Vossia che profuma di Santità, mi faccia un miracolo . Considerato che nel profondo sud il lavoro è un miraggio, legga le parti di racconto postate sul mio blog e se le dovessero piacere….insomma a Lei non manca niente, possiede ville, banche, riviste, quotidiani, finanziarie, assicurazioni, tv,
società d’ogni genere e possiede anche la Casa Editrice Mondadori….ehmmm faccia in modo che anch’io possa annusare qualche soldino e non se la prenda se troverà qualche post di dissenso nei
confronti dei valori e degli interessi di cui Lei è portatore.”
Grazie per l’attenzione
E. B.
Irene:
Sapessi quante volte mi si attorciglia pure la penna…
Elena:
Della serie “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…”. In quei casi urge un traduttore dei pensieri.
Grazie per i vostri interventi, buona giornata.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
Rispondi