Non_sono_stato_io

La negazione sfrontata, l’espressione più immediata della bugia, è diventata in quest’epoca una caratteristica predominante della vita pubblica. “Non sono stato io” e le sue numerose varianti, declinate nell’ormai classico e un po’ paranoico “sono stato frainteso”. Molti di questi esponenti consumati dall’arte dell’offuscamento sfacciato si possono trovare nei titoli dei vari media. Nondimeno nell’ordinaria quotidianità di ciascuno – gli esempi non ci mancherebbero certamente. Sembra che lo slogan sia ormai “Dì soltanto no”. È decisamente una proposta irresistibile. Si sente ovunque, sospesa nell’aria come un mantra: “Non sono stato io, non sono stato io…”.

8 risposte a “Non sono stato io”

  1. Avatar Fino

    Come non darti ragione. Da noi il pesce puzza dalla testa.
    C’è qualcuno che sempre dice: “Sono stato frainteso”.
    Buona settimana, Pim
    Fino

  2. Avatar Pim

    Grazie per il tuo intervento, Fino. Buona settimana anche a te.

  3. Avatar pinky06

    negare, sempre negare anche dopo essere stati scoperti con le mani nella martellata.
    mette tristezza
    Pim hai ragione la moda è questa
    Pinky

  4. Avatar gobettiano

    Tutto regolare! Sarebbe normale, se così si può dire, ammettere errori o bugie. Sarebbe un atto di coraggio, un’assunzione di responsabilità, perfino mettersi in discussione.
    Ma le cose non vanno molto così, sicchè coraggio, responsabilità e senso autocritico è roba da “fessi”.
    luigi

  5. Avatar Zia elena

    …Ed anche nel caso in cui fossi stato io, non è comunque colpa mia!
    Pim, hai dipinto una triste realtà.
    Buona giornata.
    Zia Elena

  6. Avatar Pim

    Pinky:
    La ricerca ossessiva di alibi è inoltre più faticosa di una sana ammissione, che libera la coscienza e risparmia brutte figure…
    Luigi:
    Ammettere i propri errori è considerato da molti un segno di debolezza. Non è così. Al contrario, è la prerogativa di un Io forte.
    Grazie per i vostri interventi.

  7. Avatar Fabio

    Quel che si dice: “negare anche dinnanzi all’evidenza”. Di fronte a questo atteggiamento mi torna alla mente il sempre saggio Collodi che distingeva le bugie in due generi: quelle col naso lungo e quelle con le gambe corte…alla fine la bugia non porta mai molto lontano. Un caro saluto, Fabio.

  8. Avatar Patricia Soda

    Perfettamente coerente con i dettami di una società che ci vuole sempre perfetti: come poter ammettere, in un tale contesto “ebbene si, ho detto o ho fatto una stupidaggine”? O forse è solo un retaggio della nostra infanzia?
    Un abbraccio

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2008
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