Non si può ricorrere indiscriminatamente al controllo degli apparecchi telefonici, però l’efficacia di tale sistema è illustrata dalla registrazione di questa conversazione intercorsa fra due capi-gang della zona di New York, i cui telefoni erano sorvegliati dall’FBI.
Anthony: “Pronto Rico?”.
Rico: “Pronto?”.
Anthony: “Sei tu, Rico? Non ti sento”.
Rico: “Non riesco a sentirti”.
Anthony: “Rico?”.
Rico: “Cosa?”.
Anthony: “Mi senti?”.
Rico: “Pronto?”.
Anthony: “Rico?”.
Rico: “C’è un pessimo collegamento”.
Anthony: “Mi senti?”.
Rico: “Pronto?”.
Anthony: “Rico?”.
Rico: “Pronto?”.
Anthony: “Centralino, c’è un pessimo collegamento”.
Centralino: “Riagganci e faccia di nuovo il numero, signore”.
Rico: “Pronto?”.
Sulle basi di queste prove, Anthony Rotunno (detto il Pesce) e Rico Panzini furono arrestati ed attualmente stanno trascorrendo quindici anni a Sing Sing per detenzione illegale di detersivo biologico supercandeggiante.

(W. Allen, Saperla lunga)

gruppobloggerlastampa

3 risposte a “Intercettazioni”

  1. Avatar Rosa
    Rosa

    grande woody!

  2. Avatar gobettiano

    Non conosco il caso che citi. La questione non è l’abuso ed i numeri contrabbandati come veri hanno la loro motivazione tecnica ben spiegata da Bruno Tinti qualche giorno fa. La questione è nata solo quando le intercettazioni hanno cominciato a riguardare politicanti beccati con il sorcio in bocca. E rilevo che l’attenzione non è per il contenuto vergognoso delle telefonate ma per la loro pubblicazione. Guardiamo il dito e non la luna.
    luigi

  3. Avatar Pim

    Sarà meglio precisare: il brano è tratto da “Gettin Even” (tradotto malamente “Saperla lunga”) che Woody Allen scrisse nei primi anni ’70. Mi è ritornato alla mente qualche giorno fa per associazione d’idee, leggendo le trascrizioni dei colloqui telefonici tra Berlusconi e Saccà, il cui contenuto è in certi passaggi ancora più surreale. Rico e Anthony sono due personaggi inventati, Berlusconi e Saccà purtroppo no…
    Ciao Luigi, buona giornata. E grazie per le informazioni.
    🙂

Lascia un commento

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2008
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30