Sgocciolano umori acquei dalle gronde oculari
considerazioni minori o inappropriate
chiuse nelle parentesi piovose di qualche rigo.
Colpa del vuoto e delle ore
questo credere diverse le cose non chiare
oppure è il peso consistente del fraintendere
la natura esatta dei sentimenti
ricordando solo i passaggi sbagliati
gli interventi fuori tempo
scovandomi qualche responsabilità misteriosa
attribuendoti segreti inesistenti.
Se le conclusioni mi sfuggono di mano
forse è soltanto perché non ci sono portato.

(Roma-Damasco, 4 agosto 2008)

6 responses to “Aromatized tears”

  1. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Sei un uomo che sta altrove, forse.
    O non ha senso cercare il senso delle conclusioni.
    A volte le responsabilità misteriose e i segreti inesistenti sono una fine già scritta.
    Chissà…
    Può essere Pim che il bello sia chiuso sempre tra parentesi?
    Mah.
    Può essere destino vagabondare di parentesi in parentesi. Potrebbe rivelarsi più autentico degli spazi aperti, infiniti solo per disegno e impegno.
    Un bacione, Pim.
    Irene

  2. Avatar Pim

    Sono negato per la matematica, quindi non credo di essere bravo ad arrivare alle soluzioni. Preferisco piuttosto aprire parentesi ad ogni rigo e stiparle quanto più possibile di contenuti. Che siano proprio questi ad essere il risultato che conta nella nostra vita?
    Ciao Irene, contraccambio il bacione.

  3. Avatar zia elena

    Quando scrivi questi pezzi sembrano cuciti a pennello sulla mia pelle….
    Nonostante questo, non ho risposte o consigli da dare, ma solo la condivisione del tuo commento a quello di Irene.
    Un abbraccio.
    Buona giornata.
    Elena

  4. Avatar rosa
    rosa

    bello soprattutto il titolo… ciao pim, bentornato
    rosa

  5. Avatar Pim

    Grazie Elena. Ti confesso che non so neppure dove abbiano origine certi pensieri (in questo caso forse dal fatto che sorvolavo il Mediterraneo, ma non ci giurerei).
    Ciao Rosa. In un bar dell’aeroporto di Fiumicino lessi un’insegna che pubblicizzava “aromatized teas”. Poiché non so lasciar stare le parole, mi venne spontaneo il gioco di parole.
    Grazie per i vostri interventi.

  6. Avatar Amanda

    Caro Pim, è bellissima, la poesia, come il sentimento che hai saputo dipingere. Quel genere di frasi che rileggi tante volte, perchè ogni volta matura una riflessione diversa.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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