Ci si strugge
Poi si rugge
Infine si fugge.
Ci si strugge
Poi si rugge
Infine si fugge.
ci si incontra, ci si abbraccia, e poi ci si volta le spalle.
sempre così.
che tristezza, caro pim…
A volte si resta e si contano le ferite sperando che il tempo faccia la sua parte.
Buona giornata, Pim
Fino
Speriamo che le tue poesie non siano sempre realtà…
🙂
Irene
Beh, Irene, un po’ di autobiografia spicciola c’è…
bella! e speriamo non sempre reale…
bella, Pim.
tre righe, nove parole. C’è tutto. Le fasi in cui un po’ tutti sono passati.
Bravo. Bella capacità di sintesi, bella scelta di parole.
ciao, a presto,
HP
Grazie HP. Hai notato una simmetria di cui non mi ero accorto. Il lettore ne sa sempre più dell’autore…
🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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