Il_linguaggio_degli_abbracci

Mi trovo spesso a scrivere ti abbraccio nei messaggi e nelle lettere, a dirlo nelle telefonate. Non lesino abbracci veri, sia pure con il pudore tipico del piemontese. È un modo di esprimere il mio affetto verso le persone alle quali sono legato.
Ho sempre avuto prevalenti amicizie femminili e non trovo strano, tanto meno equivoco, stringersi forte quando ci si incontra. Eppure il linguaggio del corpo è ancora considerato tabù. Una donna mi raccontava che qualcuno dei suoi amici temeva persino di essere visto dalla moglie. I contatti corporei sono codificati abbastanza rigidamente, e l’abbraccio non rappresenta una forma di comunicazione così frequente. Anzitutto per una ragione culturale. Nel nord, ad esempio l’affettività si dimostra con le parole e i fatti concreti piuttosto che attraverso segni esteriori. (Anzi: certi gesti arrivano persino a suscitare imbarazzo.) I popoli mediterranei sono invece più inclini alle manifestazioni fisiche di calore e simpatia; gli arabi devono sentire l'alito dell'interlocutore, e quindi stargli praticamente addosso. Le giovani generazioni hanno tuttavia sovvertito il modo di rapportarsi, e le differenze tra i vari gruppi etnici si stanno riducendo. Esiste quindi un aspetto caratteriale, forse predominante. Ciascuno di noi ubbidisce a leggi prossemiche radicate nella personalità: tracciamo intorno uno spazio individuale, di dimensioni variabili, il cui accesso è limitato a pochi intimi. L’invasione di questo da parte di estranei può generare risposte molto diverse. Alcuni tollerano senza manifestare difficoltà, altri si mostrano particolarmente a disagio, altri ancora preferiscono sottrarsi ad un accorciamento di distanze che reputano eccessivo. L’abbraccio tra una donna e un uomo ha infine una valenza erotica da non sottovalutare. Anche quando è dato senza sottintesi, consiste in un contatto sia pure fuggevole tra parti intime: il seno contro il petto, un pube che tocca l’altro. Ha un effetto alone innegabile, soprattutto se viene scambiato con una persona attraente. Per questo motivo può essere interpretato come un segnale di interesse non sempre o non del tutto innocente – soprattutto da un osservatore esterno. E scatenare un attacco di gelosia, magari ingiustificata. Per come lo sento, l’abbraccio rimane un gesto molto intimo di condivisione, una dimostrazione d’affetto da donare e richiedere soprattutto a chi si sente particolarmente vicino. Proprio per la complessità delle informazioni che esso offre.

10 risposte a “Il linguaggio degli abbracci”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Molto vero e molto bello quello che hai scritto.
    Trovo che l’abbraccio sia il segno d’affetto per eccellenza, più del bacio. Le braccia che ti avvolgono, oltre a manifestare affetto, donano un senso di protezione, di inglobamento, trasferendo energia.
    E’ bello abbracciarsi, lo faccio sia con mia moglie che con mio figlio, nonostante abbia 21 anni.
    Gli amici riesco abbracciarli solo verbalmente, non fisicamente: l’abbraccio, come hai detto tu è molto intimo.
    Ciao
    Antonio

  2. Avatar Fino

    In Repubblica ceca tra un uomo e una donna che hanno un buon rapporto d’amicizia, si dà un bacio sulle labbra.
    Buon week end, Pim
    Fino

  3. Avatar irenespagnuolo

    Anche secondo me l’abbraccio esprime affetto e complicità. Qualcosa di molto forte, indubbiamente. Bello anche da pronunciare, morbido e avvolgendo anche nel suono 🙂
    Certo dal vivo rende dal massimo e crea o manifesta una buona confidenza…Può essere frainteso, è vero, ma penso che più di tutto durante un abbraccio tradisca lo sguardo. E’ lì che puoi cogliere se c’è qualche nota particolarmente passionale!
    Ciao Pim
    E, con convinzione, un abbraccio!
    Irene

  4. Avatar zia elena

    Mi piace molto questo post.
    E mi piacciono gli abbracci, seppur da distribuire secondo la logica che tu hai ben descritto, rispettando chi non gradisce.
    In Cile, dove sono stata di recente, l’abbraccio ed il bacio di benvenuto sono la prassi, anche quando vieni presentata per la prima volta ad un gruppo di persone, da un amico o da un parente.
    E’ un modo per rendere l’accoglienza più calorosa.
    Ma è l’abbraccio con trasporto ad avere una valenza affettiva notevole e a significare, spesso, molto più delle parole.
    E non deve essere necessariamente malizioso!
    Un abbraccio della buonanotte.
    Elena

  5. Avatar rosy
    rosy

    che belli gli abbracci, aperti, liberi, a volte anche sensuali. come i sorrisi illuminano la vita!
    give hugs!

  6. Avatar Patricia

    Peter Mayle racconta nel sui libri di come gli Inglesi rabbrividiscano alla “barbara” abitudine meridionale del “men kissing”, uomini che si salutano con diversi baci sulla guancia. Non sono inglese, ma questa usanza non piace nemmeno a me. Spesso si riduce ad una patetica mimica, con scontri perniciosi di zigomo contro zigomo. Mi piace molto di più abbracciare le persone, mi piace sentire il loro odore ed il loro calore…
    Buona giornata, Pim

  7. Avatar girasole
    girasole

    L’abbraccio è un gesto bellissimo, pieno di calore e per questo credo, non andrebbe mai banalizzato.
    L’anno scorso mi è capitato di trovare per strada dei ragazzi che distribuivano abbracci, una sorta di gioco.Carino anche, senza dubbio. Non hai idea di quante persone lo sfuggissero. Mi ha impressionato la cosa…D’accordo erano sconosciuti, però il gesto era carino e io l’ho accettato volentieri.
    Ciao

  8. Avatar gobettiano

    Anche tra fratelli ci si abbraccia e di certo non c’è nulla di men che fraterno ed affettuoso. In ogni caso un abbraccio di diverso tipo ha una differenza abissale rispetto a quello amicale e di “semplice” affetto.
    luigi

  9. Avatar Sonia Minetto

    questo post mi ha fatto venire voglia di abbracciarti 🙂

  10. Avatar moira
    moira

    L’abbraccio è il preludio verso la danza di sensazioni che il contatto fisico sprigiona. L’incontro con lo spirito, attraverso l’accoglienza entro lo spazio privato e indifeso del petto, il profumo che si propaga e che rimane ….. il calore dello sguardo che scioglie l’abbraccio… gli occhi che si illuminano. L’abbraccio è lo sfiorarsi di due anime.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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