<< L’amicizia – definizione mia – si fonda su due cose >>, disse lui d’improvviso. << Rispetto e fiducia. Entrambi i fattori devono essere presenti. E deve esserci reciprocità. Si può avere rispetto per qualcuno, ma se non c’è la fiducia, la confidenza, l’amicizia si guasta >>. (Stieg Larsson, da Uomini che odiano le donne)

Nel leggere le parole che Mikael Blomqvist dice a Lisbeth Salander avverto una fitta. Rispetto e fiducia. Riaffiora lettera per lettera la mia dichiarazione di resa: “Una relazione tra due persone si basa, tra l'altro, sul rispetto e sulla fiducia. Non hai avuto rispetto per i miei sentimenti e io non ho più fiducia in te. Sei fuori dalla mia vita”.

Quanto inutile spargimento di sofferenza.

4 responses to “Rispetto e fiducia”

  1. Avatar zia elena

    La sofferenza ci forgia, più di qualsiasi altra cosa, Pim.
    Paradossalmente, ci rende migliori.
    Un abbraccio.
    Elena

  2. Avatar anecòico

    Credo l’umanità sia programmata per spargere sofferenza. Senza, non ci sarebbe la gioia.

  3. Avatar Pim

    Elena:
    La sofferenza fa parte del percorso esistenziale, contribuisce alla crescita e al rafforzamento della personalità. Talvolta però potrebbe essere evitabile, tanto riceverla quanto somministrarla, e in quei casi ne si avverte la gratuità inutile.
    Anec:
    Non sono uno stoico e quindi nego la validità dell’atarassia; però, ogni tanto, un po’ di equilibrio non farebbe male all’umanità… 🙂
    Grazie per i vostri interventi. Un abbraccio.
    Pim

  4. Avatar rosy
    rosy

    la sofferenza è ancora più forte quando si capisce che ci sarebbero tutte le circostanze per essere felici e invece…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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