Condivido la tua opinione. L’ho visto ieri sera in TV, accesa per l’occasione. In effetti è la pochezza e lo scarso spessore del personaggio a far dafilo conduttore del film e della vicenda di W. Ed appare davvero bene nel racconto di Stone.
Ciò detto, mi chiedo come costui abbia potuto divenire Presidente. Non ho sufficientemente profonda conoscenza degli americani per capirlo ma ne sono incuriosito.
luigi
Pim, tanti di cappello a Stone se è riuscito a fare un film su un personaggio così banale, di cui finalmente ci siamo liberati.
Buona serata
Fino
Luigi:
Nel 2000 George W. prevalse su Gore per un’incollatura e in modo per nulla trasparente. Nel 2004 vinse sfruttando l’effetto paura che aveva spostato a destra l’opinione pubblica statunitense. Oggi prevale la volontà di cambiamento incarnata da Obama: auguriamoci che ciò avvenga.
Fino:
Ho provato anch’io come un senso di liberazione. Adesso si volta pagina davvero.
Grazie per i vostri interventi, buona giornata.
Stone racconta in modo impietoso i momenti significativi, più spesso privati, della vita di W., dal college all’Iraq, alternando i piani temporali e saltando a piè pari l’11 settembre. Assistiamo all’ascesa di un uomo mediocre, ottusamente determinato e complessato. Un simbolo del nostro tempo, purtroppo.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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