Caro Pim, ho il grande piacere di essere il primo a farti gli auguri per i 3 anni di Scrivere i Risvolti. Ti sono particolarmente affezionato perché il tuo blog è uno di quelli che ho trovato al mio arrivo e nel mio pensiero farà sempre parte della Vecchia Guardia. Penso che leggendoti s’impieghi il tempo nel miglior modo possibile, o in ogni caso che sia difficile trovare un impiego migliore, perché si finisce sempre per scoprire qualche nuovo aspetto di realtà che credevamo di conoscere come le nostre tasche e a volte nuove realtà di cui non sospettavamo l’esistenza. Perfino l’annuncio del tuo terzo bloggeanno è in un certo senso sorprendente.
Spero che, come Vecchia Guardia,non ti arrenderai mai senza che questo, impedisca a “Scrivere i Risvolti” di vivere per sempre.
Un abbraccio
dragor (journal intime)
Volevo essere il primo, Dragor mi ha “fregato”.
Voglio ringraziarti per la tua presenza in questo portale, il motivo già lo sai, l’ho scritto in un commento s Rosy (mi pare si chiamasse così la tua lettrice).
Un abbraccio e auguri al tuo blog.
Antonio
Caro Pim, per un attimo ho temuto che ci lasciassi, e già sentivo il senso di perdita di un caro amico. Felice di continuare a leggere i tuoi risvolti, ti invio un enorme abbraccio.
Tantissimi auguri :)))
Caro Pim, per un attimo ho avuto anch’io la sensazione che tu volessi lasciarci.
Mi sono laureato su Elio Vittorini e quindi quest’autore me lo porto dietro da tempo.
Lunga vita al tuo blog.
Un abbraccio
Fino
Beh…io ti conosco da poco, ma fare un giro da te, è diventata una bella abitudine.
Auguri! 🙂
Ciao
Dragor:
I complimenti e gli auguri che mi fai sono letteralmente spettacolari. Grazie davvero. Mi considero a posto fino all’anno prossimo…
Antonio:
Condivido il tuo pensiero. Ovviamente il grazie è reciproco. 🙂
Amanda:
No, ecché. 🙂 Sto bene qui, la compagnia è ottima e persino Typepad ora sembra funzionare (scongiuri d’obbligo). Grazie anche a te.
Fino:
È un brano che si trova sul mio testo di Italiano del liceo. Sfogliandolo alla ricerca di un titolo che mi piacesse, scelsi questo per i motivi che ho spiegato.
Girasole:
Grazie, passo spesso anch’io da te – anche se non sempre lascio traccia visibile.
Buona serata a tutti.
Pim
…Semplicemente, grazie per esserci e per condividere con noi i tuoi Risvolti.
Un abbraccio.
Elena
Ti ringrazio Elena. Mi piace scrivere, è una specie di necessità quotidiana. Se poi trovo anche qualcuno che mi legge, è il massimo…
Ciao.
In ritardo, ma auguri, auguri, auguri e lungo, lunghissimo buon blog.
Guida nel mondo del cinema, della letteratura e, perchè no, nei luoghi dell’umano.
luigi
Una guida con scarso senso dell’orientamento, a dire il vero. Intanto si va, dove si vedrà. 🙂
Anche io arrivo tardi, ma non voglio che manchino gli auguri, e i ringraziamenti, di qualcuno che in questi risvolti ha sempre trovato piacevoli sorprese. Sai come quando si infilano le mani in tasca e nei risvolti della stoffa, sotto ai polpastrelli si fa strada un cioccolatino? 😉
Grazie di tutto Pim, e auguri
Prish
Grazie, Pim.
Dei tuoi Risvolti. E di esserci, sempre. Sai che c’è un filo sottile ad unirci in certe trame e in certe pieghe…Sarà per questo, sarà per il tuo garbo mai banale, sarà per la tua tastiera felice, sarà per non so quale magica combinazione sono molto affezionata a questo blog. E’ un piacere leggerti, sorridere e riflettere con te. Talvolta con qualche tristezza, altre con grande emozione. Ogni giorno in viaggio… Desidero trovarti sempre qui!
Grazie ancora. E tantissimi auguri per questo splendido angolo di Risvolti.
Un abbraccio Pim
Irene
p.s. solo una nota: non è vero che typepad funziona, mi ignora quasi sempre, è lento ecc….
Prishilla:
Il tuo complimento mi lusinga. Spero che i cioccolatini siano sempre graditi.
Irene:
Grazie, Irene, e contraccambio. Sai che ti leggo sempre con interesse e partecipazione.
Avevo appena finito di scrivere che Typepad si è messo nuovamente a fare le bizze… E se tornassimo ai piccioni viaggiatori?
Un abbraccio, buona giornata.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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