Licenziato perché il suo programma ha un’audience molto bassa, l’anchorman Howard Beale annuncia il suicidio davanti alle telecamere. Il successo strepitoso che ottiene costringe il network a riassumerlo, ma quando l’indice d’ascolto tornerà inevitabilmente a calare i dirigenti decideranno di farlo assassinare in diretta televisiva.

Il brano riporta il monologo shock di Howard, iroso, enfatico, vibrante. A trentatré anni dall’uscita, il film di Sidney Lumet conserva un impatto ancora attuale. Da vedere.

 

Perché io dico poveri noi? Perché voi, il pubblico, ed altri sessantadue milioni di Americani, ascoltate me in quest’istante. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla tv. La tv è la loro Bibbia, la suprema rivelazione!

La tv può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La tv è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio. E poveri noi se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. […] Perché questa società è ora nella mani della CCA, la Communication Corporation of America […]. E quando una tra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui!

Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.

Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere la verità. Vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna: noi vi diremo che… che Nero Wolfe trova sempre l’assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare! E per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete: guardate l’orologio, alla fine dell’ora l’eroe vince. Vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire!

Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero! Ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede. Conoscete soltanto noi. Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui. Cominciate a credere che la tv è la realtà, e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la tv vi dice: vi vestite come in tv, mangiate come in tv, tirate su bambini come in tv, persino pensate come in tv! Questa è pazzia di massa! Siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà. Noi, siamo le illusioni.

Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora. Spegneteli immediatamente! Spegneteli e lasciateli spenti! Spegnete i televisori proprio a metà della frase che sto dicendo adesso, spegneteli subito!”.

Quinto Potere (Network)
di Sidney Lumet
con Peter Finch, Wiliam Holden, Faye Dunaway, Robert Duvall
(Usa, 1976, 121’)
Mercoledì 18 febbraio, La7, ore 21,10

8 responses to “Quinto Potere”

  1. Avatar irene spagnuolo

    Straordinario film, straordinario monologo. Una verità lacerante che non riguarda solo la tv. L’uomo si rifugia sempre in qualche verità rivelata. Fugge dai propri sensi e cerca altrove risposte. Non vive ma si consegna alla vita secondo qualche schema preimpostato da un potere. Quale esso sia.
    Debolezza, rinuncia, comdità, non so. So che questa è la storia degli uomini. E se vogliamo pure dei fallimenti degli uomini.
    Anche le ideologie e i fanatismi Pim non sono mai sorretti da libertà autentiche perchè finiscono per essere adesione totale ad un pensiero e non partecipazione ed elaborazione…
    Sospetto un legame di questo post con la realtà attuale. E l’approverei. Però ripetendo che schiavi della tv o di altro sempre schiavi mostriamo di voler essere 🙁
    Irene

  2. Avatar Pim

    L’occasione è fornita dal passaggio del film su La7 (ad un orario umano, Rai1 lo passava sempre a notte fonda): nella sua denuncia alla televisione, manipolatrice e senza etica, ha anticipato i tempi e si mantiene attuale.
    Però è anche come dici tu. Soprattutto nei momenti di crisi l’uomo ha timore, quindi cerca facili rassicurazioni rifugiandosi in verità stereotipate. La tv non è l’unico veicolo, tuttavia risulta quello maggiormente accessibile dalla massa.
    Ciao Irene, grazie.

  3. Avatar zia elena

    La TV è il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza. Lo è stato e continua ad esserlo, con effetti che, d’impulso, mi verrebbe da definire devastanti.
    E’ incredibile come questo monologo risulti essere attuale oggi e sembra quasi impossibile che lo fosse allora.
    Grazie per aver segnalato che il film passa stasera su La7.
    Ciao, a presto.
    Elena

  4. Avatar Pim

    (Spero sia andato in onda come previsto…!)
    Ciao Elena, un abbraccio.
    Pim

  5. Avatar Sind Bad

    Colpa della pubblicità.
    Da quando è stata tolta su France 2 mi pare dopo le 20 fa più ascolti di prima.
    Ovvio.
    Nessun vuole guardare la PUB.
    Mi è venuto in mente Quiz Show o come la TV ti rovina la vita.
    http://xrl.us/begsep
    Osman

  6. Avatar Pim

    Quinto Potere è l’archetipo di innumerevoli altri film sull’argomento. Quiz Show è fatto decorosamente bene ma non ne conserva il furore (rozzo, però efficace).
    Ciao Osman, grazie.

  7. Avatar gobettiano

    Quinto potere è la sintesi visuale degli effetti e del “potere reale” del mezzo televisivo.
    §§Anche se oggi e qui lo si nega strumentalmente.
    luigi

  8. Avatar Pim

    Un potere usato scientemente e, ciò che più sorprende, smaccatamente, platealmente: una macchina da guerra che sfonda le coscienze della gente.
    Ciao Luigi, grazie anche a te.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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