Il mattino Poso un momento la tazzina del caffè ancora fumante. Avanzi di dolce sulla tovaglia, nel piatto la buccia di una mela. Il primo tepore accarezza me e le piastrelle lucide. Dalla finestra un miscuglio di profumi, erba bagnata, terra smossa, fiori appena sbocciati. La melodia di Grieg mormora nella memoria e sulle labbra da un tempo lontano. Intanto il giorno si apre: un cancello, un motore, voci comuni, il latrato d’un cane. Dietro i tetti inclinati il sole sussurra andiamo.

5 responses to “Il mattino”

  1. Avatar Antonio Cracas

    “Semplicemente” Bello!!
    🙂

  2. Avatar irenespagnuolo

    Il sole sussurra andiamo…

  3. Avatar zia elena

    Forse ogni mattina abbiamo bisogno che qualcuno o qualcosa ci sussurri andiamo, dandoci l’input per affrontare la giornata.
    Ed il tuo “andiamo” sembra l’incipit del racconto di un viaggio…con meta sconosciuta.
    Ciao, Pim. Buon pomeriggio.
    Elena

  4. Avatar maxgiordani
    maxgiordani

    bucolico!

  5. Avatar dragor

    Pim, ecco qui il corrispondente musicale di queste magnifiche righe

    Ciao, buon sabato
    dragor (journal intime)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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