Troyes è una deliziosa cittadina francese, attraversata dalla Senna, che in un tempo lontano fu capitale della Champagne. Caratteristiche sono le abitazioni a graticcio del centro storico, che si sviluppa intorno a rue Champaux. Qui è situata la tourelle d’Orfèvre, una casa del ‘600 provvista di una torretta angolare, sorretta da due cariatidi e un atlante. Poco più in là si trova la ruelle des Chats, un vicoletto in cui i piani superiori delle case sono talmente inclinati da toccarsi, permettendo ai gatti di saltare da un tetto all’altro (da qui il nome).
Ma a Troyes quasi tutti i vecchi edifici hanno muri paurosamente storti, e l’effetto ottico che ne deriva provoca al turista un accenno di vertigine. Come riescano a rimanere in piedi da quattro secoli è un mistero. Considerando che il centro storico ha la curiosa forma di un tappo di champagne, qualche spiegazione si può anche tentare…
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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