"Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose. Dopo un po' ti si mescola tutto in testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perché l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo. Okay, va bene tutto. Ma… non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro. Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai 2 a 1 in una semifinale, e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce, stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa. E poi il fischio dell'arbitro, e tutti che impazziscono, e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo. E il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato l'elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale; perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente. C'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, e che male c'è in questo? Anzi, è piuttosto confortante se ci pensi. Di quando in quando, non molto spesso però succede, ti capita di scoprire un mondo che funziona diversamente. Un mondo che non si ferma a maggio e riparte di nuovo in agosto. Ci sono cose che non tornano più e cose che non se ne andranno mai, e cose che non potresti ignorare anche se volessi…".
(da Febbre a 90°, di David Evans)

8 responses to ““C’è sempre un’altra stagione””

  1. Avatar Antonio Cracas

    “Terribilmente” vero e comprensibile, per chi ha vissuto certi momenti.
    (Ora mi ritrovo a guardare su Dahlia TV Grosseto-Torino)
    🙁
    Buona giornata Pim.

  2. Avatar Pim

    Certo, i tempi della gran passione sono finiti, però il calcio rimane un riflesso condizionato. Quest’anno, poi, la stagione è cominciata bene tanto per la Juve che per il Toro. Che dire: speroma bin…
    Ciao, grazie.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Nel calcio, come nella vita, non c’è mai niente di definitivo. Le merde di oggi saranno i campioni di domani. Coraggio… 🙂
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    E viceversa :-)! Nulla è più aleatorio delle fortune calcistiche.
    Ciao Dragor, bonne journée.
    Pim

  5. Avatar rosy
    rosy

    Il calcio e la teoria dell’eterno ritorno. ipotesi affascinante…

  6. Avatar Pim

    Nietzsche e Mourinho… no, forse è davvero troppo… 🙂

  7. Avatar gobettiano
    gobettiano

    Quello del tifo calcistico così partecipato è un fenomeno che non riesco a capire pur essendo un emotivo-istintivo.
    luigi

  8. Avatar Pim

    Quello della stretta appartenenza ad un club calcistico è un fenomeno tipicamente adolescenziale, come l’infatuazione per un cantante o un attore. I tifosi, almeno i più assidui, rimangono fermi a questa fase dell’esistenza. Il calcio funziona anche come modalità di rimozione dei problemi quotidiani. E pure come strumento di propaganda da parte di qualche leader politico (inutile fare nomi…).
    Ciao Luigi, grazie.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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